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Paella alla Valenciana

Un’ esplosione di profumi e colori mediterranei

La Paella alla Valenciana è il piatto simbolo della cucina spagnola, un inno alla convivialità che conquista ogni tavola con i suoi colori e profumi intensi. Sebbene la tradizione nasca nelle campagne, la versione che vi proponiamo oggi è una delle più amate e ricercate: un incontro armonioso tra la delicatezza del petto di pollo Fileni e la freschezza dei frutti di mare. 

Preparare una paella perfetta richiede la scelta dei giusti ingredienti e una tecnica di cottura che permetta al riso di assorbire tutto il sapore del brodo, diventando sgranato e leggermente croccante sul fondo. Scopriamo insieme come realizzare questa eccellenza mediterranea seguendo i passaggi della tradizione. 

Ingredienti per 4 persone

Per questa ricetta ricca e scenografica, assicuratevi di avere sul piano di lavoro i seguenti ingredienti: 

  • 300 g di riso (varietà Arborio o Carnaroli); 
  • 400 g di petto di pollo Fileni; 
  • 500 g di vongole e cozze; 
  • 150 g di seppioline pulite; 
  • 150 g di gamberetti sgusciati; 
  • 200 g di piselli sgranati; 
  • 1 peperone rosso; 
  • 150 g di pomodori passati; 
  • 1 cipolla; 
  • 1 spicchio d’aglio; 
  • 1 bustina di zafferano; 
  • 1 l di brodo saporito; 
  • 1 dl di vino bianco secco; 
  • 1 dl di olio extravergine d’oliva; 
  • qualche rametto di prezzemolo fresco; 
  • sale fino e pepe nero q.b. 
Tempo di preparazione
1 ora e 5 minuti
Difficoltà
Difficile
Dosi per
4 persone

Come preparare la Paella Mixta alla Valenciana 

Seguire attentamente questi passaggi per coordinare al meglio la cottura della carne e del pesce. 

Step 1
Apertura dei molluschi e rosolatura del pollo 

Iniziare lavando accuratamente cozze e vongole. Farle aprire in un tegame con un filo d’olio a fuoco vivace e il coperchio. Sfumare con metà del vino bianco, scolarle e filtrare il liquido di cottura per aggiungerlo successivamente al brodo. Nel frattempo, tagliare il petto di pollo Fileni a cubetti regolari. In una padella larga (paellera), scaldare l’olio e far rosolare il pollo finché non risulterà ben dorato. 

Step 2
Soffritto e mare 

Togliere il pollo e, nello stesso fondo, far appassire la cipolla tritata e l’aglio. Unire le seppioline e il peperone tagliato a listarelle. Sfumare con il vino bianco rimasto, aggiungere i pomodori passati e i piselli. Far insaporire per 5 minuti. 

Step 3
Cottura del riso per assorbimento 

Riportare il pollo nel tegame. Versare il riso distribuendolo uniformemente. Aggiungere il brodo bollente (unito al liquido dei molluschi) in cui avrete sciolto lo zafferano. Disporre i gamberetti sulla superficie. Da questo momento, non mescolare più il riso e cuocere a fuoco medio per circa 18-20 minuti. 

Step 4
Il riposo della Paella 

Negli ultimi 5 minuti di cottura, adagiare sulla superficie le cozze e le vongole messe da parte. Una volta assorbito tutto il liquido, spegnere la fiamma. Cospargere con prezzemolo tritato, coprire con un canovaccio e lasciare riposare per 5 minuti prima di servire in tavola direttamente dalla padella. 

Storia e segreti della Paella alla Valenciana 

Le origini della ricetta della paella risalgono al XVIII secolo nelle zone rurali di Valencia. Il nome deriva dalla “paella”, la tipica padella larga e piatta in ferro con due manici in cui il riso veniva cotto all’aperto. Inizialmente era un piatto povero dei contadini, ma col tempo si è arricchito diventando il piatto della festa per eccellenza. 

Nella variante “mixta” che presentiamo, il pollo incontra i frutti di mare, celebrando l’unione tra l’entroterra e la costa. Il segreto dei grandi maestri valenciani? Non mescolare mai il riso durante la cottura: questo permette la formazione del socarrat, quella crosticina saporita sul fondo della padella che rappresenta il cuore pulsante di ogni vera paella. 

FAQ: consigli dello Chef e varianti

L’ideale è il riso che tiene bene la cottura e assorbe i liquidi senza scuocere, come l’Arborio o il Carnaroli, ottimi sostituti del riso spagnolo Bomba.
Sì, è possibile utilizzare una padella antiaderente molto larga e dal fondo sottile, l’importante è che il riso sia distribuito in uno strato non troppo spesso.
Negli ultimi 2 minuti di cottura, alzare leggermente la fiamma: quando sentirete un leggero “scoppiettio”, significa che il riso sul fondo si sta tostando correttamente.

Consigli per la conservazione

La paella mixta, data la presenza di frutti di mare, va consumata preferibilmente al momento. Tuttavia, può essere conservata in frigorifero per massimo 24 ore in un contenitore ermetico. Come riscaldarla: per evitare che il riso scuocia o che il pesce diventi gommoso, riscaldare velocemente in padella con un cucchiaio di brodo a fiamma vivace.

Informazioni comparative:

La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 52% delle vendite a valore del mercato dei cordon bleu. Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato dei cordon bleu panati, che costituiscono il 52% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:
  • AlA [cordon bleu classico (3), cordon bleu speck & formaggio (1)]
  • AMADORI [cordon bleu classico (2), cordon bleu prosciutto di Praga e mozzarella (1), Jambleu
  • FILENI [cordon chef (1)]
  • MARTINI [cordon bleu classico (6)]
  • DEL CAMPO [cordon bleu classico (2)]
 

Origine dei dati:

Commissione Europea. (2012). Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione del 16 maggio 2012 relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 136. Recuperato da https://eur-lex.europa.eu

CREA. Tabelle di composizione degli alimenti, Aggiornamento 2019- Website a cura di L. Marletta e E. Camilli (AlimentiNUTrizione – Tabelle Composizione Alimenti)

CREACentro di ricerca Alimenti e Nutrizione. (2018). Linee guida per una sana alimentazione (Revisione 2018).

Informazioni comparative:

La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 70% delle vendite a valore del mercato degli snack panati (Fonte: Nielsen, AT Ottobre 2024; Perimetro: Iper + Super + Libero Servizio). Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato degli snack panati, che costituiscono il 70% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:

  • AIA [bocconcini di pollo (2), nuggets (2), spinacine party];
  • AMADORI [birbe classiche (2), birbe pops (2), birbe rings, birbe spinaci, birbe speck & emmental];
  • FILENI [nuggets, crocchette (2), pepitos];
  • MARTINI [bastoncini (2), bocconcini (2), crocchette, crocchette con formaggio (3), aquiloni, ricci] ;
  • DEL CAMPO [cricche, bocconcini].
 

Informazioni comparative:

La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 70% delle vendite a valore del mercato delle cotolette con spinaci (Fonte: Nielsen, AT Ottobre 2024; Perimetro: Iper + Super + Libero Servizio). Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato delle cotolette con spinaci, che costituiscono il 70% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:

  • AIA [spinacine le originali (2), spinacine grancroccanti, spinacine mozzarella];
  • AMADORI [ortaiola (3)];
  • FILENI [cotolette con spinaci];
  • MARTINI [cotolette con spinaci (2)];
  • DEL CAMPO [spinacette (2)].
 

Informazioni comparative:

50% di grassi in meno rispetto alla media del mercato cotolette classiche. La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 70% delle vendite a valore del mercato delle cotolette classiche (Fonte: Nielsen, AT Ottobre 2024; Perimetro: Iper + Super + Libero Servizio). Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato delle cotolette classiche, che costituiscono il 70% dello stesso e comprendono i seguenti marchi: 

  • AIA [viennese, milanese, sottilissime (2), bigger, cotolette classiche (2), filetti];
  • AMADORI [cotoletta sottile, gran burger, cotolette classiche (3), cotoletta croccante];
  • FILENI [cotolette classiche, cotosnella, suprema, filetti panati];
  • MARTINI [cotolette classiche (3)];
  • DEL CAMPO [cotolette classiche].

Siamo attenti ai dettagli.

A Cingoli e Castelplanio, nelle Marche, si trovano gli impianti Fileni – certificati IFS, UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015 – in cui avviene la trasformazione dei prodotti.
Ogni giorno, nel rispetto degli standard di legge, strutture e macchinari vengono ispezionati e sanificati perché siano sempre efficienti. Inoltre, la trasformazione dei prodotti della filiera biologica avviene in giorni e orari rigidamente stabiliti per evitare qualsiasi tipo di contaminazione.

Ci impegniamo per assicurarti il massimo.

Puoi fidarti della qualità dei nostri prodotti biologici perché li controlliamo scrupolosamente prima che lascino l’azienda. Monitoriamo e testiamo tutti gli step della filiera biologica. Controlliamo persino che nel terreno su cui coltiviamo i nostri mangimi non ci siano tracce di pesticidi, né di altre sostanze non ammesse. Lo facciamo per assicurarti la qualità migliore e perché è quello in cui crediamo.

Crescere nel verde.

Gli allevamenti biologici Fileni sono immersi nel verde. Per evitare che spezzino bruscamente il paesaggio naturale che hanno intorno, abbiamo circondato i capannoni di piante e alberi, tra i quali gli animali sono liberi di razzolare, scegliendo quando vivere all’aperto e quando ripararsi dal sole o dalle intemperie all’interno delle strutture.

Queste ultime sono dotate della tecnologia più all’avanguardia, così da abbattere polveri e odori senza intaccare la quotidianità della popolazione vicina. In molti casi, grazie all’utilizzo di pannelli fotovoltaici, riescono anche a produrre energia elettrica in maniera pulita ed efficiente.

Dal campo alla mangiatoia. 

Grano, mais, soia, favino e pisello proteico sono le materie prime che compongono i mangimi biologici che vengono prodotti nel nostro mangimificio di Jesi, in provincia di Ancona. Un mix di legumi e cereali, coltivati biologicamente, che sono alla base di un’alimentazione sana e bilanciata per tutti i polli e i tacchini della nostra filiera biologica.

Ma il nostro impegno in agricoltura va oltre, nella convinzione che ogni azione virtuosa ritorni. Ecco perché partecipiamo in via sperimentale – come co-fondatori – al progetto ARCA (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente), ideato da Bruno Garbini con Giovanni Fileni ed Enrico Loccioni, che si preoccupa di mettere in atto tecniche di agricoltura rigenerativa per preservare il terreno coltivato, mantenendone la fertilità e proteggendolo dal dissesto idrogeologico.

Il primo passo nel mondo Fileni.

Perché l’embrione si sviluppi nel modo corretto, ci assicuriamo di coccolare le uova appena deposte. Le teniamo al caldo, in incubatoio, per 21 giorni di cui 3 in camera di schiusa, monitorando costantemente temperatura e umidità.

Ci pensa Madre Natura.

“Chi ben comincia è a metà dell’opera”, recita un famoso detto. Il primo passo, comune a tutte le filiere, è di fondamentale importanza. Lasciamo che sia la natura a guidare l’istinto degli animali. Non forziamo nulla, ci occupiamo soltanto di offrirgli l’ambiente ideale per la riproduzione, mantenendo livelli di temperatura, umidità e igiene sempre costanti.

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Temi principali

Liberi di pascolare.

I nostri bovini e suini nascono e vengono allevati biologicamente in Italia. Crescono liberi, seguendo il loro bioritmo naturale e un’alimentazione biologica con mangimi selezionati e formulati per offrire loro una dieta bilanciata, libera da OGM e sostanze chimiche non ammesse. 

Rigeneriamo la terra.

Ogni azione virtuosa ritorna. È il principio alla base della nostra visione circolare dell’intera filiera.

È per questo che partecipiamo al progetto ARCA (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente), ideato da Bruno Garbini con Giovanni Fileni ed Enrico Loccioni, che si preoccupa di mettere in atto tecniche di agricoltura rigenerativa che consentono di preservare il terreno coltivato, mantenendone la fertilità e proteggendolo dal dissesto idrogeologico.
Operiamo ogni giorno per costruire filiere di eccellenza, diffondere buone pratiche sulla concimazione organica, la conservazione della biodiversità e per garantire al consumatore un prodotto sano e sostenibile. 

Impianti di trasformazione.

Gli impianti dedicati alla trasformazione dei prodotti avicoli, situati a Cingoli e Castelplanio (nelle Marche) e certificati IFS, UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, vengono ispezionati giornalmente secondo un piano di controllo per il rispetto degli standard previsti dalla legge.

Attrezzature e macchinari subiscono un frequente processo di pulizia e sanificazione per garantirne sempre la massima efficienza.

Fidati del nostro impegno. 

Nessun prodotto della filiera avicola convenzionale lascia l’azienda se non siamo assolutamente certi della sua qualità!

Tale sicurezza ce la danno i controlli in laboratorio che ciclicamente eseguiamo su tutti gli step di questa filiera: dal terreno, al mangime finito, fino al livello di nutrienti che i nostri prodotti apportano nella tua alimentazione.

La qualità che esigiamo richiede tantissima precisione che stimoli la creazione di standard elevati, spingendo l’intero settore a migliorarsi sempre, per un benessere condiviso.

Fuori dal guscio.

Una volta deposte, le uova vengono tenute in incubatoio per 21 giorni, di cui 3 in camera di schiusa. Anche in questa fase l’equilibrio tra igiene, temperatura e umidità è fondamentale perché l’embrione si sviluppi in modo corretto.

La tecnologia per crescere meglio.

Gli allevamenti convenzionali Fileni sono dislocati principalmente tra Centro Italia, Marche, Veneto, Emilia-Romagna e Puglia.

I polli vengono allevati a terra, in strutture modernissime, dotate di sistemi di abbattimento di odori e polveri, così che non arrechino fastidio alla popolazione vicina. Molti dei nostri allevamenti di proprietà, inoltre, sono provvisti di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.

Di pappa buona. 

Nutrire bene gli animali della nostra filiera convenzionale è la cosa più importante che possiamo fare per la loro salute e la tua.

Ci assicuriamo che seguano una dieta corretta e bilanciata, fatta di cereali, legumi, minerali e altri nutrienti. Per farlo, collaboriamo con veterinari che ne stabiliscono la varietà e le proporzioni e li produciamo direttamente nei nostri mangimifici, per essere certi che abbiano solo il meglio.

Questione d’istinto.

Senza il settore dei riproduttori la nostra filiera convenzionale non potrebbe esistere. Qui gli animali possono riprodursi seguendo il loro istinto naturale. Perciò dedichiamo la massima attenzione a questi ambienti, mantenendo livelli di temperatura, umidità e igiene sempre costanti. 

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