Il tema che riguarda la conciliabilità tra vita e lavoro sta occupando uno spazio rilevante nel dibattito pubblico. Sempre più frequentemente si riscontra l’assenza di possibilità di un equilibrio tra gli impegni professionali e la vita personale/famigliare, con conseguenti limiti anche nel conseguimento degli obiettivi.
Il progetto promosso dalle imprese della Piattaforma Fileni e finanziato nell’ambito del Bando #Conciliamo è finalizzato allo sviluppo di iniziative volte a favorire la conciliazione tra vita professionale e vita familiare, attraverso l’introduzione e il potenziamento di strumenti e servizi di welfare aziendale.
Le iniziative previste dal progetto sono orientate a:
Promuovere standard di elevato benessere negli allevamenti avicoli biologici, attraverso l’impiego di tecniche innovative nella gestione degli alimenti, arricchimenti dei parchetti e monitoraggio di alcune patologie aviarie che tendono a limitare l’impiego di antibiotici. Il tutto in un’ottica “One Health”: allevamento sano, pollo sano, alimento sano, consumatore sano.
Hi-WELFARE è un progetto di ricerca applicata finanziato con fondi FEASR dell’Unione Europea nell’ambito del PSR Emilia-Romagna (CUP E47F23004520007), condotto sotto la responsabilità scientifica della Prof.ssa Valentina Ferrante dell’Università degli Studi di Milano.
Il progetto sperimenta l’utilizzo di oli essenziali come promotori del benessere intestinale nei volatili in sostituzione degli antibiotici, tecniche di arricchimento degli spazi esterni degli allevamenti biologici per ridurre l’aggressività tra animali, e sistemi di monitoraggio precoce di alcune patologie aviarie. I risultati della sperimentazione sono in corso di elaborazione. Fileni partecipa al progetto come partner esecutore nella veste di Società Agricola Biologica Fileni S.r.l.
Adeguare le filiere avicole biologiche alle aspettative del mercato e dei consumatori europei, attraverso prodotti realizzati secondo altissimi standard produttivi di qualità, a basso impatto ambientale, a tutela del benessere animale, della biodiversità e della salvaguardia delle risorse naturali.
Sottomisura 16.2. – FA 2A Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie attivata nell’ambito dei progetti integrati di filiera – Anno 2022 – ID SIAR 69055.
BIORIGENERA è un progetto sviluppato nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale delle Marche con l’obiettivo di studiare, sperimentare e valutare pratiche innovative applicabili alla produzione avicola. L’iniziativa si concentra sull’analisi di approcci gestionali orientati alla tutela delle risorse naturali e al monitoraggio di aspetti relativi alla qualità del suolo, alla biodiversità animale e vegetale e all’organizzazione della filiera produttiva.
Sviluppare e valutare un modello sperimentale di produzione avicola attraverso attività di ricerca e sperimentazione condotte dai partner del progetto. Le pratiche oggetto di studio vengono monitorate mediante specifici indicatori tecnici, al fine di valutarne gli effetti su parametri relativi alla gestione del suolo, alla biodiversità e ad altri aspetti ambientali individuati nell’ambito del progetto.
Il progetto mira a raccogliere evidenze e conoscenze utili alla possibile definizione di un modello di allevamento che integri aspetti relativi al benessere animale, alla gestione delle risorse naturali e ad altri criteri tecnici valutati durante la sperimentazione. I risultati delle attività di ricerca saranno condivisi attraverso iniziative di divulgazione e confronto con gli operatori del settore, favorendone l’eventuale applicazione in ulteriori contesti della filiera agroalimentare.
Sottomisura 4.2.A – Sostegno ad investimenti a favore della trasformazione, commercializzazione e/o dello sviluppo dei prodotti agricoli – Anno 2022 – ID SIAR 68839.
FILIERA AVICOLA è un progetto di investimento in immobilizzazioni materiali e immateriali finanziato nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale Marche 2014-2020 (Misura 4 – Investimenti in Immobilizzazioni Materiali, Sottomisura 4.2.A, ID SIAR 68839), cofinanziato dall’Unione Europea e dalla Regione Marche. Il beneficiario è CARNJ Cooperativa Società Agricola. Il riferimento al modello “biorigenerativo” nel titolo del progetto va letto in collegamento con il progetto di ricerca BIORIGENERA — anch’esso presente in questa sezione — nell’ambito del quale quel modello produttivo è oggetto di sperimentazione e validazione scientifica.
Il progetto finanzia investimenti materiali e immateriali finalizzati a conseguire e mantenere standard di qualità e sicurezza alimentare certificati — in continuità con le certificazioni UNI EN ISO 9001:2015 e IFS Food Standard già in essere per gli stabilimenti di Castelplanio e Cingoli — riducendo i consumi energetici degli impianti produttivi. Gli interventi riguardano la realizzazione di sistemi di gestione certificati e l’ammodernamento delle strutture di ricezione, stoccaggio, condizionamento e cernita, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza globale degli impianti produttivi.
Il progetto si propone di incrementare il valore delle materie prime e ridurre i costi di trasformazione attraverso l’ottimizzazione della gestione dei sottoprodotti e del loro confezionamento. Gli indicatori di efficienza energetica e di performance produttiva conseguiti saranno verificabili a conclusione degli interventi di investimento previsti dal programma di finanziamento.
Sottomisura 16.1 – Sostegno alla creazione e al funzionamento di Gruppi Operativi del PEI.
Azione 2 “Finanziamento dei Gruppi Operativi”.
FEASR – Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l’Europa investe nelle zone rurali.
Il progetto “Biopackaging in una filiera avicola” è finanziato nell’ambito del PSR Marche 2014-2020 (Sottomisura 16.1 – Sostegno alla creazione e al funzionamento di Gruppi Operativi PEI, Azione 2 “Finanziamento dei Gruppi Operativi”), con fondi FEASR dell’Unione Europea e della Regione Marche. CARNJ Cooperativa Società Agricola è capofila del partenariato, che include Soc. Agricola Sorriso S.r.l., Soc. Agricola Biologica Fileni S.r.l., l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche “Togo Rosati”, l’Università degli Studi di Camerino, Novamont S.p.A. e Arca S.r.l. Società Benefit.
Il progetto sperimenta la sostituzione dei materiali tradizionali di packaging agroalimentare con il materiale bioplastico MaterBI — biodegradabile e compostabile secondo la norma EN 13432 — per la conservazione di carni avicole da produzione biologica. Il partenariato valuta contestualmente, attraverso la collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e l’Università degli Studi di Camerino, l’effetto agronomico dei materiali di scarto del processo — pollina biologica e bioplastiche biocompostate — sui suoli agricoli destinati alla produzione della materia prima, nell’ambito di un modello di gestione dei rifiuti di filiera orientato all’economia circolare.
Il progetto si propone di commercializzare un prodotto biologico a base di carne avicola in una confezione composta interamente da vaschetta, etichetta e film in materiale biodegradabile e compostabile, realizzata con MaterBI di Novamont S.p.A. Il progetto prevede contestualmente la riduzione dei rifiuti indifferenziati di filiera e il recupero di materia organica attraverso il compostaggio dei materiali di scarto. I dati di monitoraggio agronomico sull’effetto dei materiali biocompostati sui suoli sono in corso di raccolta nell’ambito della sperimentazione condotta dai partner scientifici e saranno resi disponibili al termine della fase sperimentale.
Sottomisura 16.1 – Sostegno alla creazione e al funzionamento di Gruppi Operativi del PEI.
Azione 2 “Finanziamento dei Gruppi Operativi”.
FEASR – Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l’Europa investe nelle zone rurali
La proposta progettuale è finalizzata alla sperimentazione e al trasferimento di pratiche agronomiche applicabili ai sistemi colturali biologici della Regione Marche, con particolare riferimento alle rotazioni colturali e alle tecniche di gestione del suolo. Il progetto intende valutare il contributo di tali pratiche alla conservazione delle caratteristiche del terreno e alla gestione degli aspetti collegati alla biodiversità.
I risultati attesi comprendono lo sviluppo e la valutazione di un modello agronomico applicabile ai sistemi colturali biologici regionali, supportato da attività di monitoraggio, raccolta dati e strumenti informatici finalizzati all’analisi delle prestazioni agronomiche e ambientali delle tecniche sperimentate.
Progetto sviluppato nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Emilia-Romagna, finalizzato alla sperimentazione e alla valutazione di strumenti innovativi applicabili alle filiere zootecniche biologiche.
L’obiettivo del progetto è sviluppare, testare e la fattibilità economica dell’applicazione dello standard volontario High Welfare di FederBio negli allevamenti bovini da carne e avicoli da uova che costituiscono tipologie produttive rilevanti per il settore biologico regionale. L’obiettivo specifico è sviluppare strumenti innovativi di implementazione, monitoraggio e tracciabilità di tale standard nelle filiere zootecniche biologiche dell’Emilia-Romagna, verificandone la sostenibilità economica per gli operatori della filiera.
Le attività progettuali prevedono la raccolta e l’analisi di dati relativi agli aspetti produttivi, gestionali e tecnici degli allevamenti coinvolti, al fine di verificare l’applicabilità operativa dei protocolli e degli strumenti oggetto di sperimentazione.
Particolare attenzione è dedicata alla valutazione della sostenibilità economica delle soluzioni proposte e alla loro potenziale integrazione nei sistemi produttivi biologici regionali.
I risultati della sperimentazione, condotta con la supervisione scientifica dell’Università degli Studi di Perugia, sono in corso di elaborazione e saranno resi disponibili al termine della fase sperimentale.
Il progetto si propone altresì di verificare la replicabilità del modello sul settore biologico regionale attraverso attività di formazione e divulgazione coordinate da Centoform S.r.l.
Le attività di ricerca e monitoraggio saranno condotte secondo le metodologie e gli indicatori individuati dai partner scientifici e tecnici del progetto.
Consulta i documenti utili.
Commissione Europea. (2012). Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione del 16 maggio 2012 relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 136. Recuperato da https://eur-lex.europa.eu
CREA. Tabelle di composizione degli alimenti, Aggiornamento 2019- Website a cura di L. Marletta e E. Camilli (AlimentiNUTrizione – Tabelle Composizione Alimenti)
CREA – Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione. (2018). Linee guida per una sana alimentazione (Revisione 2018).
La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 70% delle vendite a valore del mercato degli snack panati (Fonte: Nielsen, AT Ottobre 2024; Perimetro: Iper + Super + Libero Servizio). Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato degli snack panati, che costituiscono il 70% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:
La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 70% delle vendite a valore del mercato delle cotolette con spinaci (Fonte: Nielsen, AT Ottobre 2024; Perimetro: Iper + Super + Libero Servizio). Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato delle cotolette con spinaci, che costituiscono il 70% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:
50% di grassi in meno rispetto alla media del mercato cotolette classiche. La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 70% delle vendite a valore del mercato delle cotolette classiche (Fonte: Nielsen, AT Ottobre 2024; Perimetro: Iper + Super + Libero Servizio). Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato delle cotolette classiche, che costituiscono il 70% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:
A Cingoli e Castelplanio, nelle Marche, si trovano gli impianti Fileni certificati IFS, UNI EN ISO 9001 e UNI EN ISO 14001, dove avviene la trasformazione dei prodotti.
Strutture e macchinari sono sottoposti a verifiche e attività di sanificazione secondo programmi prestabiliti, finalizzati a garantirne il corretto funzionamento.
Le lavorazioni della filiera biologica vengono pianificate secondo procedure dedicate e specifiche misure organizzative volte a preservare la separazione delle produzioni e a ridurre il rischio di contaminazione.
I nostri prodotti biologici sono sottoposti a controlli lungo le diverse fasi della filiera. Effettuiamo verifiche anche sui terreni e sulle materie prime, secondo i requisiti previsti dai protocolli e dalla normativa relativa alla produzione biologica.
I nostri allevamenti biologici sono inseriti in contesti rurali caratterizzati da aree verdi e spazi esterni dedicati agli animali, come previsto dagli standard della filiera biologica.
Le strutture sono dotate di sistemi tecnologici dedicati alla gestione delle attività di allevamento e in molti siti sono presenti impianti fotovoltaici che contribuiscono alla produzione di parte del fabbisogno elettrico delle strutture.
Grano, mais, soia, favino e pisello proteico sono tra le materie prime utilizzate per la produzione dei mangimi biologici realizzati nel nostro mangimificio di Jesi. Legumi e cereali coltivati secondo il metodo biologico costituiscono la base dell’alimentazione dei polli e dei tacchini della nostra filiera biologica.
Il nostro impegno si estende anche alle pratiche agricole. Per questo partecipiamo, in via sperimentale e come co-fondatori, al progetto ARCA (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente), nato per sviluppare e valutare pratiche di agricoltura rigenerativa orientate alla qualità del suolo e alla resilienza dei terreni agricoli nel tempo. Maggiori informazioni sul progetto, i relativi obiettivi, attività e metodologie adottate sono oggetto di monitoraggio e aggiornamento continuo e sono disponibili sul sito https://www.arca.bio/.
Ogni percorso inizia da qui. Negli incubatoi accompagniamo le prime fasi dello sviluppo delle uova, mantenendo condizioni controllate di temperatura e umidità durante tutto il periodo di incubazione e schiusa.
Ogni percorso inizia dalle sue basi. Per questo, dedichiamo particolare attenzione alle fasi della riproduzione, creando condizioni ambientali controllate, adeguate alle esigenze degli animali. Un’attenzione quotidiana che accompagna ogni fase del percorso fin dalle sue origini.
I nostri bovini e suini nascono e vengono allevati biologicamente in Italia. Crescono liberi, seguendo il loro bioritmo naturale e un’alimentazione biologica con mangimi selezionati e formulati per offrire loro una dieta bilanciata, libera da OGM e sostanze chimiche non ammesse.
Ogni azione virtuosa ritorna. È il principio alla base della nostra visione circolare dell’intera filiera.
È per questo che partecipiamo al progetto ARCA (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente), ideato da Bruno Garbini con Giovanni Fileni ed Enrico Loccioni, che si preoccupa di mettere in atto tecniche di agricoltura rigenerativa che consentono di preservare il terreno coltivato, mantenendone la fertilità e proteggendolo dal dissesto idrogeologico.
Operiamo ogni giorno per costruire filiere di eccellenza, diffondere buone pratiche sulla concimazione organica, la conservazione della biodiversità e per garantire al consumatore un prodotto sano e sostenibile.
Gli impianti dedicati alla trasformazione dei prodotti avicoli, situati a Cingoli e Castelplanio (nelle Marche) operano secondo sistemi certificati IFS, UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015.
Le attività sono sottoposte a controlli programmati secondo procedure definite e nel rispetto dei requisiti applicabili. Attrezzature e macchinari subiscono un regolare processo di pulizia e sanificazione per contribuire al corretto funzionamento degli impianti.
I prodotti della filiera avicola convenzionale non lasciano l’azienda senza aver superato i controlli di qualità, che eseguiamo sistematicamente nelle diverse fasi: dal terreno, al prodotto finito.
Una volta deposte, le uova vengono tenute in incubatoio per 21 giorni, di cui 3 in camera di schiusa. Anche in questa fase l’equilibrio tra igiene, temperatura e umidità è fondamentale affinché l’embrione si sviluppi in modo corretto.
Gli allevamenti convenzionali Fileni sono dislocati principalmente tra Centro Italia, Marche, Veneto, Emilia-Romagna e Puglia. Qui i polli vengono allevati a terra, in strutture dotate di sistemi tecnologici di gestione ambientale.
Prestiamo particolare attenzione all’alimentazione degli animali, assicurandoci che seguano una dieta corretta, fatta di cereali, legumi, minerali e altri nutrienti dei quali esperti mangimisti stabiliscono varietà e le proporzioni delle materie prime.
Produciamo i mangimi direttamente nei nostri mangimifici, monitorandone costantemente la qualità.
Alleviamo gli animali secondo protocolli che tengono conto delle esigenze comportamentali della specie, con un’attenzione particolare alle condizioni ambientali, che vengono monitorate costantemente.
Resta aggiornato sulle novità di Fileni.