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Arrosto di tacchino con cipolle caramellate

Arrosto di tacchino con cipolle e bacon: il secondo piatto della domenica, tenero e succoso 

L’arrosto è il re indiscusso dei pranzi in famiglia, quel piatto che sa di casa e di festa appena lo si vede in tavola. Se spesso si teme che le carni bianche possano risultare asciutte, questa ricetta dell’arrosto di tacchino con cipolle rosse e bacon vi farà ricredere al primo assaggio. 

Il segreto di questo piatto sta nel perfetto equilibrio tra la dolcezza delle cipolle rosse, che in cottura diventano quasi caramellate, e la sapidità del bacon, che dona una nota affumicata e croccante irresistibile. Utilizzando l’Arrosto di Tacchino Fileni, si ha la garanzia di una carne pronta a trasformarsi in un capolavoro culinario con pochi e semplici passaggi. 

Una ricetta che unisce la tradizione dell’arrosto  con un tocco moderno e goloso, perfetta per stupire gli ospiti o per coccolarsi durante il pranzo della domenica. 

Ingredienti 

Per ottenere un arrosto morbido e profumato, la scelta degli ingredienti di contorno è fondamentale tanto quanto la carne. 

  • 1 confezione di “Arrosto di Tacchino” Fileni 
  • 4 cipolle rosse (preferibilmente di Tropea per una maggiore dolcezza) 
  • 100 g di bacon in un’unica fetta spessa (o pancetta affumicata) 
  •     2 dl di vino bianco secco di buona qualità 
  •     3 cucchiai di olio extravergine d’oliva 
  •     Salvia fresca 
  •     Timo fresco 
  •     Sale fino e pepe nero macinato fresco q.b. 
Tempo di preparazione
15 minuti
Difficoltà
Media
Dosi per
4-6 persone

Come preparare l’Arrosto di Tacchino al forno 

 Seguire questi passaggi per garantire una rosolatura perfetta e un cuore tenero e succoso. 

Step 1
Preparazione degli ingredienti 

Iniziare mondando le cipolle: sbucciarle, eliminare le estremità e tagliarle a spicchi non troppo sottili, così che mantengano consistenza in cottura. 

Prendere la fetta di bacon e tagliarla a listarelle o cubetti (lardoni). 

Lavare e asciugare delicatamente le erbe aromatiche (salvia e timo). 

Step 2
La rosolatura (Sigillare la carne) 

Questa è la fase più importante per mantenere i succhi all’interno. In un tegame antiaderente (o in una casseruola che possa andare anche in forno), scaldare l’olio extravergine d’oliva con qualche foglia di salvia e un rametto di timo per aromatizzare il fondo. 

Adagiare l’arrosto di tacchino nel tegame. Salare e pepare la superficie. Far rosolare la carne a fiamma vivace su tutti i lati, girandola con due cucchiai di legno (evitare di bucare la carne con la forchetta per non far uscire i succhi), finché non si sarà formata una crosticina dorata uniforme. 

Step 3
Sfumare con il vino 

Una volta rosolato, togliere momentaneamente l’arrosto dal tegame ed eliminare il grasso di cottura in eccesso se necessario. Rimettere la carne nel tegame ancora caldo e alzare la fiamma. 

Bagnare con il vino bianco e lasciar evaporare la parte alcolica, facendo ridurre il liquido della metà a fuoco vivace. Questo creerà una base di cottura profumatissima. 

Step 4
Cottura al forno 

Trasferire l’arrosto con tutto il suo fondo di cottura in una pirofila da forno (se il tegame usato non è adatto). 

Unire nella pirofila gli spicchi di cipolla rossa, i cubetti di bacon e le restanti erbe aromatiche fresche. 

Infornare in forno preriscaldato statico a 180°C per un’ora oppure in forno ventilato, sempre a 180° per circa 45 minuti. 

Durante la cottura, si consiglia di bagnare di tanto in tanto la superficie dell’arrosto con il fondo di cottura per mantenerlo umido. 

Consigliamo anche di cuocere l’arrosto in un tegame o una teglia coperta con un coperchio. Come alternativa possiamo coprire l’arrosto con della carta da forno umida e carta di alluminio. 

Step 5
Servire 

A cottura ultimata, sfornare e lasciar riposare l’arrosto per 5-10 minuti coperto con un foglio di alluminio: questo passaggio è cruciale per ridistribuire i succhi nelle fibre della carne. 

Tagliare l’arrosto a fette non troppo sottili e servirlo accompagnato dalle cipolle caramellate, dal bacon croccante e irrorato generosamente con il sughetto di cottura. 

 

L’arte dell’arrosto: un classico senza tempo 

La cottura dell’arrosto ha origini antichissime ed è trasversale a moltissime culture, ma è nella cucina italiana che ha trovato una delle sue massime espressioni. Storicamente, la carne arrosto era riservata ai banchetti e alle occasioni speciali, simbolo di abbondanza.  

Oggi, grazie a tagli pregiati ma accessibili come il tacchino, questo lusso è alla portata di tutti. Il tacchino, in particolare, è una carne nobile, ricca di proteine e povera di grassi, che ben si presta a cotture lente al forno, assorbendo tutti i profumi delle erbe aromatiche e del vino. 

 

FAQ: consigli dello Chef e varianti

Il segreto risiede nella “sigillatura” iniziale della carne in padella e nel riposo finale. È fondamentale non bucare mai la carne durante la cottura e lasciarla riposare avvolta nell’alluminio per 10 minuti dopo averla sfornata: questo permette ai succhi di ridistribuirsi nelle fibre rendendole morbide.
L’ideale è utilizzare un termometro da cucina a sonda: la temperatura al cuore deve raggiungere i 75°C. In alternativa, si può pungere la parte più spessa con uno stecchino: se il liquido che fuoriesce è trasparente, l’arrosto è pronto; se è rosato, necessita di qualche minuto in più.
Assolutamente sì. L’arrosto di tacchino è spesso più buono il giorno dopo perché i sapori si amalgamano. Inoltre, tagliarlo da freddo è molto più semplice e permette di ottenere fette sottili e regolari senza romperle. Basterà poi riscaldarle con la salsa ben calda al momento di servire.
Oltre alle cipolle già presenti nella ricetta, questo arrosto si sposa divinamente con un purè di patate o con delle patate novelle al forno al rosmarino.
Per esaltare la carne bianca e la dolcezza delle cipolle, si consiglia un vino bianco strutturato e morbido, come un Verdicchio dei Castelli di Jesi o uno Chardonnay affinato in legno.

Consigli per la conservazione

Se avanza, l’arrosto si conserva in frigorifero per 2 giorni in un contenitore ermetico. Le fette fredde sono ottime anche per farcire panini gourmet il giorno successivo.

Informazioni comparative:

La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 52% delle vendite a valore del mercato dei cordon bleu. Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato dei cordon bleu panati, che costituiscono il 52% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:
  • AlA [cordon bleu classico (3), cordon bleu speck & formaggio (1)]
  • AMADORI [cordon bleu classico (2), cordon bleu prosciutto di Praga e mozzarella (1), Jambleu
  • FILENI [cordon chef (1)]
  • MARTINI [cordon bleu classico (6)]
  • DEL CAMPO [cordon bleu classico (2)]
 

Origine dei dati:

Commissione Europea. (2012). Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione del 16 maggio 2012 relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 136. Recuperato da https://eur-lex.europa.eu

CREA. Tabelle di composizione degli alimenti, Aggiornamento 2019- Website a cura di L. Marletta e E. Camilli (AlimentiNUTrizione – Tabelle Composizione Alimenti)

CREA – Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione. (2018). Linee guida per una sana alimentazione (Revisione 2018).

Informazioni comparative:

La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 70% delle vendite a valore del mercato degli snack panati (Fonte: Nielsen, AT Ottobre 2024; Perimetro: Iper + Super + Libero Servizio). Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato degli snack panati, che costituiscono il 70% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:

  • AIA [bocconcini di pollo (2), nuggets (2), spinacine party];
  • AMADORI [birbe classiche (2), birbe pops (2), birbe rings, birbe spinaci, birbe speck & emmental];
  • FILENI [nuggets, crocchette (2), pepitos];
  • MARTINI [bastoncini (2), bocconcini (2), crocchette, crocchette con formaggio (3), aquiloni, ricci] ;
  • DEL CAMPO [cricche, bocconcini].
 

Informazioni comparative:

La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 70% delle vendite a valore del mercato delle cotolette con spinaci (Fonte: Nielsen, AT Ottobre 2024; Perimetro: Iper + Super + Libero Servizio). Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato delle cotolette con spinaci, che costituiscono il 70% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:

  • AIA [spinacine le originali (2), spinacine grancroccanti, spinacine mozzarella];
  • AMADORI [ortaiola (3)];
  • FILENI [cotolette con spinaci];
  • MARTINI [cotolette con spinaci (2)];
  • DEL CAMPO [spinacette (2)].
 

Informazioni comparative:

50% di grassi in meno rispetto alla media del mercato cotolette classiche. La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 70% delle vendite a valore del mercato delle cotolette classiche (Fonte: Nielsen, AT Ottobre 2024; Perimetro: Iper + Super + Libero Servizio). Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato delle cotolette classiche, che costituiscono il 70% dello stesso e comprendono i seguenti marchi: 

  • AIA [viennese, milanese, sottilissime (2), bigger, cotolette classiche (2), filetti];
  • AMADORI [cotoletta sottile, gran burger, cotolette classiche (3), cotoletta croccante];
  • FILENI [cotolette classiche, cotosnella, suprema, filetti panati];
  • MARTINI [cotolette classiche (3)];
  • DEL CAMPO [cotolette classiche].

Siamo attenti ai dettagli.

A Cingoli e Castelplanio, nelle Marche, si trovano gli impianti Fileni certificati IFS, UNI EN ISO 9001 e UNI EN ISO 14001, dove avviene la trasformazione dei prodotti.

Strutture e macchinari sono sottoposti a verifiche e attività di sanificazione secondo programmi prestabiliti, finalizzati a garantirne il corretto funzionamento. 

Le lavorazioni della filiera biologica vengono pianificate secondo procedure dedicate e specifiche misure organizzative volte a preservare la separazione delle produzioni e a ridurre il rischio di contaminazione.

Qualità e controlli, lungo tutta la filiera biologica.

I nostri prodotti biologici sono sottoposti a controlli lungo le diverse fasi della filiera. Effettuiamo verifiche anche sui terreni e sulle materie prime, secondo i requisiti previsti dai protocolli e dalla normativa relativa alla produzione biologica.

Crescere nel verde.

I nostri allevamenti biologici sono inseriti in contesti rurali caratterizzati da aree verdi e spazi esterni dedicati agli animali, come previsto dagli standard della filiera biologica.

Le strutture sono dotate di sistemi tecnologici dedicati alla gestione delle attività di allevamento e in molti siti sono presenti impianti fotovoltaici che contribuiscono alla produzione di parte del fabbisogno elettrico delle strutture.

Dal campo alla mangiatoia. 

Grano, mais, soia, favino e pisello proteico sono tra le materie prime utilizzate per la produzione dei mangimi biologici realizzati nel nostro mangimificio di Jesi. Legumi e cereali coltivati secondo il metodo biologico costituiscono la base dell’alimentazione dei polli e dei tacchini della nostra filiera biologica.

Il nostro impegno si estende anche alle pratiche agricole. Per questo partecipiamo, in via sperimentale e come co-fondatori, al progetto ARCA (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente), nato per sviluppare e valutare pratiche di agricoltura rigenerativa orientate alla qualità del suolo e alla resilienza dei terreni agricoli nel tempo. Maggiori informazioni sul progetto, i relativi obiettivi, attività e metodologie adottate sono oggetto di monitoraggio e aggiornamento continuo e sono disponibili sul sito https://www.arca.bio/.

Il primo passo nel mondo Fileni.

Ogni percorso inizia da qui. Negli incubatoi accompagniamo le prime fasi dello sviluppo delle uova, mantenendo condizioni controllate di temperatura e umidità durante tutto il periodo di incubazione e schiusa.

Seguiamo i ritmi della natura.

Ogni percorso inizia dalle sue basi. Per questo, dedichiamo particolare attenzione alle fasi della riproduzione, creando condizioni ambientali controllate, adeguate alle esigenze degli animali. Un’attenzione quotidiana che accompagna ogni fase del percorso fin dalle sue origini.

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Temi principali

Liberi di pascolare.

I nostri bovini e suini nascono e vengono allevati biologicamente in Italia. Crescono liberi, seguendo il loro bioritmo naturale e un’alimentazione biologica con mangimi selezionati e formulati per offrire loro una dieta bilanciata, libera da OGM e sostanze chimiche non ammesse. 

Rigeneriamo la terra.

Ogni azione virtuosa ritorna. È il principio alla base della nostra visione circolare dell’intera filiera.

È per questo che partecipiamo al progetto ARCA (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente), ideato da Bruno Garbini con Giovanni Fileni ed Enrico Loccioni, che si preoccupa di mettere in atto tecniche di agricoltura rigenerativa che consentono di preservare il terreno coltivato, mantenendone la fertilità e proteggendolo dal dissesto idrogeologico.
Operiamo ogni giorno per costruire filiere di eccellenza, diffondere buone pratiche sulla concimazione organica, la conservazione della biodiversità e per garantire al consumatore un prodotto sano e sostenibile. 

Impianti di trasformazione.

Gli impianti dedicati alla trasformazione dei prodotti avicoli, situati a Cingoli e Castelplanio (nelle Marche) operano secondo sistemi certificati IFS, UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015.

Le attività  sono sottoposte a controlli programmati secondo procedure definite e nel rispetto dei requisiti applicabili. Attrezzature e macchinari subiscono un regolare processo di pulizia e sanificazione per contribuire al corretto funzionamento degli impianti.

Controlli, in ogni fase.

I prodotti della filiera avicola convenzionale non lasciano l’azienda senza aver superato i controlli di qualità, che eseguiamo sistematicamente nelle diverse fasi: dal terreno, al prodotto finito.

Fuori dal guscio.

Una volta deposte, le uova vengono tenute in incubatoio per 21 giorni, di cui 3 in camera di schiusa. Anche in questa fase l’equilibrio tra igiene, temperatura e umidità è fondamentale affinché l’embrione si sviluppi in modo corretto.

I nostri allevamenti.

Gli allevamenti convenzionali Fileni sono dislocati principalmente tra Centro Italia, Marche, Veneto, Emilia-Romagna e Puglia. Qui i polli vengono allevati a terra, in strutture dotate di sistemi tecnologici di gestione ambientale.

Di pappa buona. 

Prestiamo particolare attenzione all’alimentazione degli animali, assicurandoci che seguano una dieta corretta, fatta di cereali, legumi, minerali e altri nutrienti dei quali esperti mangimisti stabiliscono varietà e le proporzioni delle materie prime.

Produciamo i mangimi direttamente nei nostri mangimifici, monitorandone costantemente la qualità.

Nel rispetto della specie.

Alleviamo gli animali secondo protocolli che tengono conto delle esigenze comportamentali della specie, con un’attenzione particolare alle condizioni ambientali, che vengono monitorate costantemente.

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