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Dentro il club sandwich, strato dopo strato: storia, ingredienti e segreti della sua struttura

Preparare un buon club sandwich sembra facile, almeno finché non arriva il momento di tagliarlo: è proprio lì che si capisce se è stato costruito bene e se gli ingredienti sono stati distribuiti nel modo giusto. Il pane non deve spezzarsi, il ripieno non deve scivolare fuori e ogni triangolo dovrebbe contenere un po’ di tutto.

Non basta, quindi, sovrapporre tre fette di pane e abbondare con la farcitura. Il risultato dipende dagli spessori, dall’ordine degli ingredienti e dalla gestione dell’umidità, oltre che da alcuni accorgimenti che riguardano soprattutto la cottura delle carni e la tostatura del pane.

Anche la struttura con cui lo conosciamo oggi è il risultato di diversi cambiamenti: le prime versioni del club sandwich erano molto più semplici e non prevedevano la fetta centrale, oggi immancabile nella versione classica.

Origini e storia del club sandwich

Tra leggende e prime testimonianze

Come accade spesso alle ricette diventate celebri, anche sulle origini del club sandwich circolano più racconti che certezze. Il più noto lo fa nascere intorno al 1894 al Saratoga Club House, esclusivo circolo di Saratoga Springs, nello Stato di New York, dove sarebbe diventato in poco tempo una specialità della casa. È questo il racconto più diffuso, ma le date lo tradiscono: le prime testimonianze scritte risalgono infatti ad alcuni anni prima.

Un’altra storia, riportata in un ricettario del 1916, comincia invece tra le mura di casa. Un uomo sarebbe rientrato tardi, quando la famiglia e il personale di servizio erano già andati a dormire, e avrebbe cercato qualcosa da mangiare tra la dispensa e la ghiacciaia. Trovò pane, burro, maionese, bacon freddo, pollo avanzato e un pomodoro; tostò il pane, mise insieme gli ingredienti e rimase così soddisfatto del risultato da raccontarlo agli amici del proprio club. Il sandwich avrebbe quindi iniziato a essere preparato anche nel circolo, prendendo il nome con cui lo conosciamo oggi.

Non sappiamo se sia andata davvero così, ma l’aneddoto coglie bene lo spirito del club sandwich: ingredienti semplici, spesso già disponibili in cucina, trasformati dall’ordine degli strati e dal modo in cui vengono assemblati.

Dalle prime ricette al club sandwich a tre strati

Al di là dei racconti sulle sue origini, la prima testimonianza documentata risale al novembre del 1889 e riguarda lo Union Club di New York. Alcuni giornali dell’epoca parlarono di un sandwich servito caldo e preparato dal cuoco del circolo con due sottili fette di pane Graham tostato, prosciutto e carne di pollo oppure di tacchino. Era ancora molto diverso da quello che conosciamo oggi: mancavano lattuga, pomodoro, maionese e, soprattutto, la fetta centrale.

Negli anni successivi la farcitura cominciò però ad arricchirsi, con la comparsa di bacon, lattuga, maionese, cetriolini e, in una ricetta del 1897, perfino di un uovo in camicia. Nel 1903, il Good Housekeeping Everyday Cook Book descriveva già una preparazione molto simile a quella attuale, con pane tostato e imburrato, bacon, pomodoro, lattuga, una generosa quantità di maionese e carne bianca, a scelta tra pollo e tacchino.

Il terzo strato, però, non era ancora diventato una regola. Una delle prime ricette a prevedere chiaramente tre fette risale al 1909. Il club sandwich ha quindi assunto la sua forma poco alla volta: prima si è arricchita la farcitura, poi la fetta centrale è diventata una presenza fissa.

All’inizio del Novecento cominciarono a comparire anche i primi consigli pratici. Un ricettario del 1916 raccomandava carne tagliata sottile, bacon molto croccante, lattuga fresca e suggeriva di servire il sandwich subito dopo la preparazione. Segno che le difficoltà erano già quelle di oggi: distribuire bene il ripieno, conservare la croccantezza e portarlo in tavola prima che il pane assorbisse troppa umidità.

Club sandwich classico: ingredienti e preparazione

Da specialità dei circoli americani, il club sandwich è diventato una presenza abituale nei menu di hotel, bistrot e locali di tutto il mondo. Anche in Italia è ormai molto diffuso e si presta bene soprattutto ai mesi più caldi, quando può diventare l’idea giusta per un pranzo o una cena veloce ma sfiziosa.

Anche a casa ci si può divertire a prepararlo strato dopo strato, scegliendo gli ingredienti e combinandoli secondo i propri gusti. Per farlo bene, però, valgono ancora gli stessi accorgimenti dei primi ricettari: il punto non è riempirlo il più possibile, ma dosare gli spessori, distribuire la farcitura sui due livelli e gestire l’umidità degli ingredienti.

Gli ingredienti della ricetta classica

Pollo o tacchino? La tradizione ammette entrambi. Le prime ricette documentate citavano le due carni come alternative, spesso abbinate al prosciutto o al bacon. Oggi il tacchino è molto diffuso soprattutto nelle versioni americane, ma anche il pollo accompagna la storia del club sandwich fin dalle sue prime testimonianze.

La versione classica prevede:

  • tre fette di pane in cassetta;
  • pollo oppure tacchino;
  • bacon;
  • lattuga;
  • pomodoro;
  • maionese.

Per preparare un club sandwich con il pollo, si può partire da un petto di pollo intero, più semplice da affettare in modo regolare una volta cotto. Va spennellato con poco olio, insaporito con sale e pepe e cotto su una piastra ben calda, girandolo quando si sarà formata una leggera crosticina e proseguendo finché sarà ben cotto anche al centro. In alternativa, si può utilizzare il petto ricavato da un pollo arrosto, soluzione utile anche per recuperare la carne avanzata.

Dopo la cottura, il pollo va lasciato riposare per qualche minuto e poi tagliato a fette sottili, cercando di mantenerle il più possibile uniformi. Fette troppo spesse tendono infatti a spostarsi durante il taglio e rendono più difficile distribuire la carne fino ai bordi del pane.

Si passa poi al pane in cassetta, che va tostato in modo uniforme fino a diventare dorato e abbastanza consistente da sostenere la doppia farcitura, senza però risultare duro o friabile. Anche la fetta centrale deve essere tostata allo stesso modo, perché separa i due piani ed evita che carne, bacon e verdure si concentrino in un unico strato troppo spesso.

È quindi il momento del bacon, che deve essere ben croccante e può essere spezzato in pezzi più piccoli prima di essere sistemato sul pane. Lasciare intere le strisce aumenta infatti il rischio che vengano trascinate fuori insieme alla farcitura già al primo morso.

Infine, si preparano lattuga e pomodoro, facendo particolare attenzione all’acqua. La lattuga va lavata e asciugata con cura, mentre il pomodoro dovrebbe essere maturo ma compatto, tagliato a fette sottili e tamponato prima dell’assemblaggio. Anche la maionese va dosata con attenzione: ne basta un velo per ammorbidire il pane e legare gli ingredienti, senza rendere il ripieno troppo scivoloso.

Come disporre gli strati e tagliare il club sandwich

Non esiste un solo ordine possibile, ma la farcitura va distribuita tra i due livelli senza concentrarla tutta nello stesso punto. Per assemblare il club sandwich con maggiore facilità, si può procedere dal basso verso l’alto.

  1. La fetta inferiore crea la prima base: deve essere ben tostata, ma non troppo rigida, e può essere spalmata con un velo di maionese sul lato interno.
  2. Nel livello inferiore, tra la prima fetta e quella centrale, si possono distribuire il pollo tagliato sottile e il bacon croccante. Gli ingredienti vanno sistemati fino ai bordi, evitando però di sovrapporre troppe fette nello stesso punto.
  3. La fetta centrale separa le due farciture: va tostata come le altre e può essere velata con poca maionese su entrambi i lati. Il lato inferiore completa il primo livello, mentre quello superiore prepara la base per il secondo.
  4. Nel livello superiore, tra la fetta centrale e quella di chiusura, si sistemano lattuga, pomodoro e un’altra parte del pollo. La lattuga può essere disposta a contatto con il pane, così da creare una separazione dalla parte più umida del pomodoro, che deve essere tagliato sottile e tamponato con cura.
  5. La fetta superiore chiude il sandwich: va tostata uniformemente e spalmata con un velo di maionese soltanto sul lato rivolto verso la farcitura.

Una volta completati i due livelli, il sandwich va fermato con quattro stecchini, posizionati al centro delle porzioni che verranno ricavate. Si procede quindi con il classico doppio taglio diagonale, prima in un senso e poi nell’altro, fino a ottenere quattro triangoli.

Gli stecchini non servono soltanto alla presentazione: tengono fermi i diversi strati mentre il coltello attraversa il pane e permettono di prendere ogni porzione senza trascinare fuori la farcitura.

Il club sandwich va servito poco dopo la preparazione. Con il passare del tempo, infatti, il pane assorbe l’umidità delle verdure e delle salse, mentre lattuga e bacon perdono parte della loro consistenza.

Varianti del club sandwich

Pollo e tacchino appartengono entrambi alla ricetta classica, ma bastano pochi cambiamenti per dare al club sandwich un carattere completamente diverso.

  • Per una versione da brunch, si possono aggiungere un uovo sodo, un uovo fritto oppure una frittatina sottile. Non si tratta, tra l’altro, di un’aggiunta recente: già nel 1897 compariva una ricetta con l’uovo in camicia.
  • In estate, il pollo si può abbinare ad avocado, zucchine grigliate, pomodoro e una maionese profumata al limone. Anche in questo caso è importante asciugare bene le verdure e tagliarle sottili, per evitare una farcitura troppo umida o difficile da contenere.
  • Per un club sandwich di mare, il salmone affumicato può sostituire la carne e accompagnarsi a cetriolo, formaggio fresco, avocado e aneto. La combinazione si allontana dalla ricetta classica, ma conserva la costruzione su due livelli.
  • Per una versione più ricca, si possono scegliere roast beef, formaggi saporiti, verdure grigliate e maionese aromatizzata alla senape o alle erbe. Meglio, però, concentrarsi su pochi ingredienti ben abbinati, invece di riempire ogni strato senza criterio.

Anche il pane può cambiare: al posto del classico pane bianco in cassetta si possono utilizzare pane integrale, ai cereali oppure un pane più rustico. Qualunque sia la combinazione, vale sempre la stessa regola: spessori e quantità devono permettere di tagliare e mangiare il sandwich senza perdere metà della farcitura.

Il club sandwich oggi

Il legame tra il club sandwich e il mondo degli hotel è diventato così stretto da dare origine anche a un’insolita unità di confronto. Nel 2012, infatti, il prezzo medio del sandwich negli alberghi venne utilizzato per creare il Club Sandwich Index, pensato per confrontare i costi in diverse città del mondo.

Al di là di questa curiosità, il successo del club sandwich dipende soprattutto dalla sua capacità di adattarsi a occasioni molto diverse: può accompagnare un pranzo veloce, un brunch, una cena informale oppure il classico servizio in camera.

Cambiano il pane, le salse e gli ingredienti, ma la struttura più comune continua a prevedere tre fette, due livelli, il taglio a triangoli e gli stecchini. E la prova decisiva arriva al primo morso: pane croccante, farcitura generosa e tutti gli ingredienti insieme, senza che il ripieno scivoli fuori dal sandwich.

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  • FILENI [cordon chef (1)]
  • MARTINI [cordon bleu classico (6)]
  • DEL CAMPO [cordon bleu classico (2)]
 

Origine dei dati:

Commissione Europea. (2012). Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione del 16 maggio 2012 relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 136. Recuperato da https://eur-lex.europa.eu

CREA. Tabelle di composizione degli alimenti, Aggiornamento 2019- Website a cura di L. Marletta e E. Camilli (AlimentiNUTrizione – Tabelle Composizione Alimenti)

CREA – Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione. (2018). Linee guida per una sana alimentazione (Revisione 2018).

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