L’arrosto è il re indiscusso dei pranzi in famiglia, quel piatto che sa di casa e di festa appena lo si vede in tavola. Se spesso si teme che le carni bianche possano risultare asciutte, questa ricetta dell’arrosto di tacchino con cipolle rosse e bacon vi farà ricredere al primo assaggio.
Il segreto di questo piatto sta nel perfetto equilibrio tra la dolcezza delle cipolle rosse, che in cottura diventano quasi caramellate, e la sapidità del bacon, che dona una nota affumicata e croccante irresistibile. Utilizzando l’Arrosto di Tacchino Fileni, si ha la garanzia di una carne pronta a trasformarsi in un capolavoro culinario con pochi e semplici passaggi.
Una ricetta che unisce la tradizione dell’arrosto con un tocco moderno e goloso, perfetta per stupire gli ospiti o per coccolarsi durante il pranzo della domenica.
Per ottenere un arrosto morbido e profumato, la scelta degli ingredienti di contorno è fondamentale tanto quanto la carne.
Seguire questi passaggi per garantire una rosolatura perfetta e un cuore tenero e succoso.
Iniziare mondando le cipolle: sbucciarle, eliminare le estremità e tagliarle a spicchi non troppo sottili, così che mantengano consistenza in cottura.
Prendere la fetta di bacon e tagliarla a listarelle o cubetti (lardoni).
Lavare e asciugare delicatamente le erbe aromatiche (salvia e timo).
Questa è la fase più importante per mantenere i succhi all’interno. In un tegame antiaderente (o in una casseruola che possa andare anche in forno), scaldare l’olio extravergine d’oliva con qualche foglia di salvia e un rametto di timo per aromatizzare il fondo.
Adagiare l’arrosto di tacchino nel tegame. Salare e pepare la superficie. Far rosolare la carne a fiamma vivace su tutti i lati, girandola con due cucchiai di legno (evitare di bucare la carne con la forchetta per non far uscire i succhi), finché non si sarà formata una crosticina dorata uniforme.
Una volta rosolato, togliere momentaneamente l’arrosto dal tegame ed eliminare il grasso di cottura in eccesso se necessario. Rimettere la carne nel tegame ancora caldo e alzare la fiamma.
Bagnare con il vino bianco e lasciar evaporare la parte alcolica, facendo ridurre il liquido della metà a fuoco vivace. Questo creerà una base di cottura profumatissima.
Trasferire l’arrosto con tutto il suo fondo di cottura in una pirofila da forno (se il tegame usato non è adatto).
Unire nella pirofila gli spicchi di cipolla rossa, i cubetti di bacon e le restanti erbe aromatiche fresche.
Infornare in forno preriscaldato statico a 180°C per un’ora oppure in forno ventilato, sempre a 180° per circa 45 minuti.
Durante la cottura, si consiglia di bagnare di tanto in tanto la superficie dell’arrosto con il fondo di cottura per mantenerlo umido.
Consigliamo anche di cuocere l’arrosto in un tegame o una teglia coperta con un coperchio. Come alternativa possiamo coprire l’arrosto con della carta da forno umida e carta di alluminio.
A cottura ultimata, sfornare e lasciar riposare l’arrosto per 5-10 minuti coperto con un foglio di alluminio: questo passaggio è cruciale per ridistribuire i succhi nelle fibre della carne.
Tagliare l’arrosto a fette non troppo sottili e servirlo accompagnato dalle cipolle caramellate, dal bacon croccante e irrorato generosamente con il sughetto di cottura.
La cottura dell’arrosto ha origini antichissime ed è trasversale a moltissime culture, ma è nella cucina italiana che ha trovato una delle sue massime espressioni. Storicamente, la carne arrosto era riservata ai banchetti e alle occasioni speciali, simbolo di abbondanza.
Oggi, grazie a tagli pregiati ma accessibili come il tacchino, questo lusso è alla portata di tutti. Il tacchino, in particolare, è una carne nobile, ricca di proteine e povera di grassi, che ben si presta a cotture lente al forno, assorbendo tutti i profumi delle erbe aromatiche e del vino.
Commissione Europea. (2012). Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione del 16 maggio 2012 relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 136. Recuperato da https://eur-lex.europa.eu
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CREA – Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione. (2018). Linee guida per una sana alimentazione (Revisione 2018).
La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 70% delle vendite a valore del mercato degli snack panati (Fonte: Nielsen, AT Ottobre 2024; Perimetro: Iper + Super + Libero Servizio). Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato degli snack panati, che costituiscono il 70% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:
La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 70% delle vendite a valore del mercato delle cotolette con spinaci (Fonte: Nielsen, AT Ottobre 2024; Perimetro: Iper + Super + Libero Servizio). Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato delle cotolette con spinaci, che costituiscono il 70% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:
50% di grassi in meno rispetto alla media del mercato cotolette classiche. La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 70% delle vendite a valore del mercato delle cotolette classiche (Fonte: Nielsen, AT Ottobre 2024; Perimetro: Iper + Super + Libero Servizio). Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato delle cotolette classiche, che costituiscono il 70% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:
A Cingoli e Castelplanio, nelle Marche, si trovano gli impianti Fileni – certificati IFS, UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015 – in cui avviene la trasformazione dei prodotti.
Ogni giorno, nel rispetto degli standard di legge, strutture e macchinari vengono ispezionati e sanificati perché siano sempre efficienti. Inoltre, la trasformazione dei prodotti della filiera biologica avviene in giorni e orari rigidamente stabiliti per evitare qualsiasi tipo di contaminazione.
Puoi fidarti della qualità dei nostri prodotti biologici perché li controlliamo scrupolosamente prima che lascino l’azienda. Monitoriamo e testiamo tutti gli step della filiera biologica. Controlliamo persino che nel terreno su cui coltiviamo i nostri mangimi non ci siano tracce di pesticidi, né di altre sostanze non ammesse. Lo facciamo per assicurarti la qualità migliore e perché è quello in cui crediamo.
Gli allevamenti biologici Fileni sono immersi nel verde. Per evitare che spezzino bruscamente il paesaggio naturale che hanno intorno, abbiamo circondato i capannoni di piante e alberi, tra i quali gli animali sono liberi di razzolare, scegliendo quando vivere all’aperto e quando ripararsi dal sole o dalle intemperie all’interno delle strutture.
Queste ultime sono dotate della tecnologia più all’avanguardia, così da abbattere polveri e odori senza intaccare la quotidianità della popolazione vicina. In molti casi, grazie all’utilizzo di pannelli fotovoltaici, riescono anche a produrre energia elettrica in maniera pulita ed efficiente.
Grano, mais, soia, favino e pisello proteico sono le materie prime che compongono i mangimi biologici che vengono prodotti nel nostro mangimificio di Jesi, in provincia di Ancona. Un mix di legumi e cereali, coltivati biologicamente, che sono alla base di un’alimentazione sana e bilanciata per tutti i polli e i tacchini della nostra filiera biologica.
Ma il nostro impegno in agricoltura va oltre, nella convinzione che ogni azione virtuosa ritorni. Ecco perché partecipiamo in via sperimentale – come co-fondatori – al progetto ARCA (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente), ideato da Bruno Garbini con Giovanni Fileni ed Enrico Loccioni, che si preoccupa di mettere in atto tecniche di agricoltura rigenerativa per preservare il terreno coltivato, mantenendone la fertilità e proteggendolo dal dissesto idrogeologico.
Perché l’embrione si sviluppi nel modo corretto, ci assicuriamo di coccolare le uova appena deposte. Le teniamo al caldo, in incubatoio, per 21 giorni di cui 3 in camera di schiusa, monitorando costantemente temperatura e umidità.
“Chi ben comincia è a metà dell’opera”, recita un famoso detto. Il primo passo, comune a tutte le filiere, è di fondamentale importanza. Lasciamo che sia la natura a guidare l’istinto degli animali. Non forziamo nulla, ci occupiamo soltanto di offrirgli l’ambiente ideale per la riproduzione, mantenendo livelli di temperatura, umidità e igiene sempre costanti.
I nostri bovini e suini nascono e vengono allevati biologicamente in Italia. Crescono liberi, seguendo il loro bioritmo naturale e un’alimentazione biologica con mangimi selezionati e formulati per offrire loro una dieta bilanciata, libera da OGM e sostanze chimiche non ammesse.
Ogni azione virtuosa ritorna. È il principio alla base della nostra visione circolare dell’intera filiera.
È per questo che partecipiamo al progetto ARCA (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente), ideato da Bruno Garbini con Giovanni Fileni ed Enrico Loccioni, che si preoccupa di mettere in atto tecniche di agricoltura rigenerativa che consentono di preservare il terreno coltivato, mantenendone la fertilità e proteggendolo dal dissesto idrogeologico.
Operiamo ogni giorno per costruire filiere di eccellenza, diffondere buone pratiche sulla concimazione organica, la conservazione della biodiversità e per garantire al consumatore un prodotto sano e sostenibile.
Gli impianti dedicati alla trasformazione dei prodotti avicoli, situati a Cingoli e Castelplanio (nelle Marche) e certificati IFS, UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, vengono ispezionati giornalmente secondo un piano di controllo per il rispetto degli standard previsti dalla legge.
Attrezzature e macchinari subiscono un frequente processo di pulizia e sanificazione per garantirne sempre la massima efficienza.
Nessun prodotto della filiera avicola convenzionale lascia l’azienda se non siamo assolutamente certi della sua qualità!
Tale sicurezza ce la danno i controlli in laboratorio che ciclicamente eseguiamo su tutti gli step di questa filiera: dal terreno, al mangime finito, fino al livello di nutrienti che i nostri prodotti apportano nella tua alimentazione.
La qualità che esigiamo richiede tantissima precisione che stimoli la creazione di standard elevati, spingendo l’intero settore a migliorarsi sempre, per un benessere condiviso.
Una volta deposte, le uova vengono tenute in incubatoio per 21 giorni, di cui 3 in camera di schiusa. Anche in questa fase l’equilibrio tra igiene, temperatura e umidità è fondamentale perché l’embrione si sviluppi in modo corretto.
Gli allevamenti convenzionali Fileni sono dislocati principalmente tra Centro Italia, Marche, Veneto, Emilia-Romagna e Puglia.
I polli vengono allevati a terra, in strutture modernissime, dotate di sistemi di abbattimento di odori e polveri, così che non arrechino fastidio alla popolazione vicina. Molti dei nostri allevamenti di proprietà, inoltre, sono provvisti di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.
Nutrire bene gli animali della nostra filiera convenzionale è la cosa più importante che possiamo fare per la loro salute e la tua.
Ci assicuriamo che seguano una dieta corretta e bilanciata, fatta di cereali, legumi, minerali e altri nutrienti. Per farlo, collaboriamo con veterinari che ne stabiliscono la varietà e le proporzioni e li produciamo direttamente nei nostri mangimifici, per essere certi che abbiano solo il meglio.
Senza il settore dei riproduttori la nostra filiera convenzionale non potrebbe esistere. Qui gli animali possono riprodursi seguendo il loro istinto naturale. Perciò dedichiamo la massima attenzione a questi ambienti, mantenendo livelli di temperatura, umidità e igiene sempre costanti.
Resta aggiornato sulle novità di Fileni.