Home » BLOG » Salse a base di uova: dalla maionese alla gribiche

Salse a base di uova: dalla maionese alla gribiche

Maionese, tartara e olandese, e poi ancora bernese, bolzanina e gribiche: hanno tutte un ingrediente in comune, l’uovo. Nella maionese il tuorlo si emulsiona con l’olio, nell’olandese con il burro; bolzanina e gribiche, invece, partono dalle uova sode. La tartara si prepara arricchendo la maionese con capperi, cetriolini e altri ingredienti.

Ne risultano salse molto diverse per gusto, consistenza e utilizzo. Anche i nomi riservano qualche curiosità: la maionese ha un legame storico con Minorca, l’olandese appartiene alla cucina francese e la gribiche potrebbe dovere il suo nome a una parola poco lusinghiera.

Vediamo allora cosa cambia da una salsa all’altra e quali storie ci sono dietro i loro nomi.

Maionese: uova, olio e un’origine ancora discussa

La maionese si prepara con tuorlo d’uovo, olio e una componente acida, generalmente succo di limone o aceto.

È un’emulsione, cioè una miscela di due liquidi che normalmente si separano: in questo caso, olio e acqua. L’olio è la parte grassa; l’acqua proviene dal tuorlo e dal succo di limone o dall’aceto. Mescolando, l’olio si divide in goccioline piccolissime. Il tuorlo aiuta a mantenerle distribuite nell’acqua, evitando che si uniscano di nuovo. È così che si ottiene la consistenza cremosa e liscia della maionese.

Se la parte oleosa e quella acquosa si separano, la salsa perde la sua consistenza trasformandosi in quella che chiamiamo maionese impazzita. Può succedere, per esempio, quando l’olio viene aggiunto troppo velocemente e l’emulsione non riesce più a mantenerlo distribuito in modo uniforme.

Anche se non è semplicissimo da spiegare, il motivo per cui la maionese resta cremosa è chiaro. Meno chiare, invece, sono le sue origini: non è facile stabilire dove sia nata questa salsa.

Una delle storie più note racconta che la maionese sia nata dopo la conquista francese di Mahón, a Minorca, nel 1756. Non sappiamo se sia andata davvero così, ma un ricettario di famiglia dell’isola contiene una preparazione molto simile, annotata già alla fine del Settecento.

Il ricettario è il Receptari Caules, la cui edizione è stata pubblicata nel 2025. La salsa si chiama salsa de peix crua e i curatori la considerano una delle più antiche ricette scritte riconducibili alla maionese. Non abbiamo quindi un inventore certo, ma una testimonianza del suo antico legame con Minorca.

Dalla preparazione classica derivano numerose varianti. C’è quella al peperoncino, da provare con una cotoletta croccante; quella alla paprika affumicata, che richiama i sapori del barbecue, e quella al basilico, con il profumo delle foglie fresche tritate nella salsa. Per prepararle basta mescolare l’ingrediente scelto alla maionese già pronta.

C’è poi la maionese con uova sode, preparata con olio e succo di limone o aceto. Ha una consistenza liscia e cremosa e un sapore d’uovo leggermente più marcato rispetto alla versione classica.

Tra capperi e cetriolini: la salsa tartara

Nelle versioni più comuni, la salsa tartara si prepara a partire dalla maionese, arricchita con ingredienti dal gusto più sapido e acidulo. Tra i più frequenti ci sono cetriolini sott’aceto, capperi, senape ed erbe aromatiche. La base è cremosa, ma i piccoli pezzi degli ingredienti tritati si sentono: i cetriolini, in particolare, aggiungono anche un po’ di croccantezza.

Il gusto è sapido e acidulo, con il profumo delle erbe. Si abbina al pesce fritto, creando un contrasto tra la morbidezza della salsa e la crosta croccante della pastella. Lo stesso abbinamento si può provare con cotolette di pollo e verdure pastellate.

Nel Regno Unito è uno degli accompagnamenti del fish and chips, il pesce in pastella servito con patatine fritte. Anche nella cucina statunitense viene servita con il pesce: si usa nei panini con filetti fritti e accanto ai crab cakes, i tortini di granchio.

Il nome potrebbe far pensare a una ricetta nata presso i Tatari, ma non abbiamo elementi sufficienti per sostenerlo. L’espressione francese à la tartare era già utilizzata nella gastronomia del Settecento, mentre sauce à la tartare è documentata all’inizio dell’Ottocento, nel ricettario di André Viard.

Tra le salse a base di maionese simili alla tartara c’è anche la rémoulade. Può contenere senape, capperi, cetriolini ed erbe aromatiche, ma con combinazioni e proporzioni che cambiano rispetto alla tartara. Le due preparazioni condividono quindi diversi ingredienti, ma non sono la stessa salsa.

Perché la salsa olandese è francese?

La salsa olandese si prepara con tuorli, burro e una componente acida, generalmente succo di limone o aceto. I tuorli vengono lavorati con la parte acida e poi si incorpora il burro fuso, poco alla volta, continuando a mescolare fino a ottenere una salsa liscia, cremosa e vellutata. Il sapore è ricco e burroso, bilanciato dalla nota fresca e acidula del limone o dell’aceto.

Si serve soprattutto con asparagi, verdure e pesce, perché il gusto burroso della salsa si abbina bene a ingredienti più delicati. È anche uno degli elementi caratteristici delle Eggs Benedict, dove viene versata sulle uova in camicia.

Nonostante il nome, la salsa olandese appartiene alla tradizione culinaria francese. Già nel Cuisinier François di François Pierre de La Varenne, pubblicato nel 1651, compaiono preparazioni a base di burro e tuorlo considerate antenate della salsa che conosciamo oggi.

Ma perché una salsa francese si chiama “olandese”? Non esiste una risposta certa. Tra le spiegazioni proposte c’è quella che collega il nome alla fama dei Paesi Bassi per il burro, ingrediente fondamentale della preparazione. Altre ricostruzioni chiamano in causa i rapporti tra Francia e Olanda nel corso dei secoli. Nessuna, però, è abbastanza documentata da poter essere considerata definitiva.

Béarnaise, tra burro e dragoncello

La béarnaise, chiamata anche salsa bernese, si prepara con tuorli e burro, a cui si aggiungono dragoncello, scalogno e aceto. Il risultato è una salsa cremosa, dal gusto ricco ma anche aromatico e leggermente acidulo.

Per prepararla, si fanno sobbollire aceto e, in molte ricette, vino bianco insieme a scalogno e dragoncello, finché il liquido si riduce e i sapori diventano più concentrati. La riduzione viene poi filtrata e lavorata con i tuorli; a questo punto si incorpora il burro fuso poco alla volta, continuando a mescolare fino a ottenere una consistenza liscia e cremosa.

L’abbinamento più classico è con la carne di manzo alla griglia, per esempio filetto, controfiletto o entrecôte. Si può servire anche con altre carni, con salmone e altri pesci dal gusto delicato, oppure con verdure come asparagi e patate.

La sua storia è legata al cuoco Collinet e al Pavillon Henri IV di Saint-Germain-en-Laye, vicino a Parigi, negli anni Trenta dell’Ottocento. La tradizione gli attribuisce la creazione della salsa, ma le fonti non permettono di considerarlo con certezza il suo inventore: alcune ricostruzioni sostengono che abbia rielaborato una preparazione già esistente, contribuendo poi a farla conoscere.

E il nome? “Béarnaise” non rimanda alla città svizzera di Berna, ma al Béarn, la regione francese legata a Enrico IV, conosciuto anche come le Béarnais. Il locale di Collinet era dedicato proprio al sovrano.

Secondo un aneddoto, il cuoco avrebbe scelto il nome guardando un busto di Enrico IV esposto nella sala. Se il racconto fosse corretto, béarnaise sarebbe quindi un omaggio al re e al Béarn, non un’indicazione del luogo in cui la salsa è nata.

La salsa bolzanina con le uova sode

La salsa bolzanina, chiamata anche Bozner Sauce, è una preparazione tipica dell’Alto Adige a base di uova sode, di cui si utilizzano sia i tuorli sia gli albumi.

I tuorli vengono separati dagli albumi, schiacciati e lavorati con senape, olio e aceto fino a ottenere una crema. Gli albumi vengono invece tritati finemente e aggiunti alla fine insieme all’erba cipollina.

La consistenza resta quindi cremosa ma non completamente liscia, perché i piccoli pezzi di albume rimangono percepibili. Il gusto è sapido e leggermente acidulo, con la nota della senape e quella più fresca dell’erba cipollina.

In Alto Adige accompagna soprattutto gli asparagi bianchi, spesso serviti insieme a prosciutto cotto e patate lesse. È proprio questo uno degli abbinamenti più tradizionali della cucina locale.

Gribiche: uova sode, capperi e un nome curioso

Anche la gribiche si prepara con le uova sode. I tuorli vengono schiacciati e lavorati con olio, aceto e, in molte ricette, senape. Si aggiungono poi capperi, cetriolini sott’aceto ed erbe aromatiche, come prezzemolo e dragoncello. Gli albumi sodi vengono spesso tritati e incorporati alla salsa alla fine.

Il risultato è una salsa fredda, cremosa ma con gli ingredienti ben distinguibili, dal gusto sapido, acidulo e aromatico. Nella cucina francese viene servita con pesce, carni fredde o bollite e verdure cotte, per esempio asparagi e fagiolini.

Curioso anche il nome. Una delle ipotesi lo fa derivare dal normanno gribiche, parola usata per indicare una donna dal carattere scontroso. Il termine potrebbe risalire a sua volta a una voce del neerlandese medievale con un significato vicino a “brontolone”, anche se l’origine non è considerata certa.

La salsa compare persino in Dalla parte di Swann, il romanzo di Marcel Proust pubblicato nel 1913. La famiglia del narratore si rivolge a Swann quando ha bisogno della ricetta della gribiche per alcune grandi cene. A quelle cene, però, lui non viene invitato.

Notizie simili

Comparative information:

La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 52% delle vendite a valore del mercato dei cordon bleu. Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato dei cordon bleu panati, che costituiscono il 52% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:
  • AlA [cordon bleu classico (3), cordon bleu speck & formaggio (1)]
  • AMADORI [cordon bleu classico (2), cordon bleu prosciutto di Praga e mozzarella (1), Jambleu
  • FILENI [cordon chef (1)]
  • MARTINI [cordon bleu classico (6)]
  • DEL CAMPO [cordon bleu classico (2)]
 

Origine dei dati:

Commissione Europea. (2012). Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione del 16 maggio 2012 relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 136. Recuperato da https://eur-lex.europa.eu

CREA. Tabelle di composizione degli alimenti, Aggiornamento 2019- Website a cura di L. Marletta e E. Camilli (AlimentiNUTrizione – Tabelle Composizione Alimenti)

CREA – Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione. (2018). Linee guida per una sana alimentazione (Revisione 2018).

Comparative information:

The average fat content is calculated based on the sum of products representing 70% of the market value sales of breaded snack products (Source: Nielsen, AT October 2024; Scope: Hypermarkets + Supermarkets + Self-service stores). The reference value for the market average was obtained by considering all products belonging to the breaded snacks market, which account for 70% of the total and include the following brands:

  • AIA [chicken bites (2), nuggets (2), spinach patties “Spinacine Party”];
  • AMADORI [classic Birbe (2), Birbe Pops (2), Birbe Rings, Birbe Spinach, Birbe Speck & Emmental];
  • FILENI [nuggets, croquettes (2), Pepitos];
  • MARTINI [sticks (2), bites (2), croquettes, cheese croquettes (3), “Aquiloni”, “Ricci”];
  • DEL CAMPO [“Cricche”, bites].
 

Comparative information:

The average fat content is calculated based on the sum of products representing 70% of the market value sales of spinach cutlets (Source: Nielsen, AT October 2024; Scope: Hypermarkets + Supermarkets + Self-service stores). The reference value for the market average was obtained by considering all products belonging to the spinach cutlets market, which account for 70% of the total and include the following brands:

  • AIA [original Spinacine (2), extra-crispy Spinacine, Spinacine mozzarella];
  • AMADORI [Ortaiola (3)];
  • FILENI [spinach cutlets];
  • MARTINI [spinach cutlets (2)];
  • DEL CAMPO [Spinacette (2)].
 

Comparative information:

50% less fat compared to the average of the classic breaded cutlets market. The average fat content is calculated based on the sum of products representing 70% of the market value sales of classic breaded cutlets (Source: Nielsen, AT October 2024; Scope: Hypermarkets + Supermarkets + Self-service stores). The reference value for the market average was obtained by considering all products belonging to the classic breaded cutlets market, which account for 70% of the total and include the following brands: 

  • AIA [Viennese, Milanese, extra-thin (2), Bigger, classic cutlets (2), fillets];
  • AMADORI [thin cutlet, Gran Burger, classic cutlets (3), crispy cutlet];
  • FILENI [classic cutlets, Cotosnella, Suprema, breaded fillets];
  • MARTINI [classic cutlets (3)];
  • DEL CAMPO [classic cutlets].

We pay attention to detail.

In Cingoli and Castelplanio, in the Marche region, are located the Fileni plants - IFS, UNI EN ISO 9001:2015 and UNI EN ISO 14001:2015 certified - where product processing takes place. Every day, in compliance with legal standards, structures and machinery are inspected and sanitised to ensure they are always efficient. In addition, the processing of products from the organic supply chain takes place on days and at times strictly established to avoid any kind of contamination.

We are committed to ensuring the very best for you.

You can trust the quality of our organic products because we thoroughly check them before they leave the farm. We monitor and test every step of the organic supply chain. We even check the soil on which we grow our feed for traces of pesticides and other impermissible substances. We do this to ensure the best quality and because it is what we believe in.

Growing in the green.

Fileni's organic farms are surrounded by greenery. To prevent them from abruptly breaking up the natural landscape around them, we have surrounded the sheds with plants and trees, among which the animals are free to roam, choosing when to live outdoors and when to shelter from the sun or the weather inside the structures.

These are equipped with the latest technology, so that they can reduce dust and odours without affecting the everyday life of the neighbouring population. In many cases, they are also able to produce electricity in a clean and efficient manner thanks to the use of photovoltaic panels.

From field to feeder.

Wheat, maize, soya, field beans and protein peas are the raw materials that make up the organic feed produced in our feed mill in Jesi, in the province of Ancona. A mix of legumes and cereals, organically grown, form the basis of a healthy, balanced diet for all chickens and turkeys in our organic supply chain.

But our commitment to agriculture goes further, in the belief that every virtuous action pays off. This is why we are participating on an experimental basis - as co-founders - in the ARCA project (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell'Ambiente - Agriculture for the Controlled Regeneration of the Environment), conceived by Bruno Garbini with Giovanni Fileni and Enrico Loccioni, which is concerned with implementing regenerative farming techniques to preserve cultivated land, maintaining its fertility and protecting it from hydrogeological instability.

The first step into the Fileni world.

For the embryo to develop properly, we make sure to cuddle the newly laid eggs. We keep them warm, in the hatchery, for 21 days, three of which in the hatching chamber, constantly monitoring temperature and humidity.

Nature takes care of it.

“Well begun is half done,” as the saying goes. The first step, common to all supply chains, is of fundamental importance. We let nature guide the animals’ instincts. We do not force anything; we simply ensure they are provided with the ideal environment for reproduction, maintaining constant levels of temperature, humidity, and hygiene.

Filtra

Temi principali

Liberi di pascolare.

I nostri bovini e suini nascono e vengono allevati biologicamente in Italia. Crescono liberi, seguendo il loro bioritmo naturale e un’alimentazione biologica con mangimi selezionati e formulati per offrire loro una dieta bilanciata, libera da OGM e sostanze chimiche non ammesse. 

Rigeneriamo la terra.

Ogni azione virtuosa ritorna. È il principio alla base della nostra visione circolare dell’intera filiera.

È per questo che partecipiamo al progetto ARCA (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente), ideato da Bruno Garbini con Giovanni Fileni ed Enrico Loccioni, che si preoccupa di mettere in atto tecniche di agricoltura rigenerativa che consentono di preservare il terreno coltivato, mantenendone la fertilità e proteggendolo dal dissesto idrogeologico.
Operiamo ogni giorno per costruire filiere di eccellenza, diffondere buone pratiche sulla concimazione organica, la conservazione della biodiversità e per garantire al consumatore un prodotto sano e sostenibile. 

Processing facilities.

The facilities dedicated to processing poultry products, located in Cingoli and Castelplanio (in the Marche region) and certified IFS, UNI EN ISO 9001:2015 and UNI EN ISO 14001:2015, are inspected daily according to a control plan to ensure compliance with legal standards.

Equipment and machinery undergo frequent cleaning and sanitization processes to guarantee maximum efficiency at all times.

Trust in our commitment.

No product from our conventional poultry supply chain leaves the company unless we are absolutely certain of its quality!

This assurance comes from the laboratory tests we regularly carry out at every stage of the supply chain: from the soil, to the finished feed, all the way to the nutritional value our products provide in your diet.

The level of quality we demand requires extreme precision, fostering the creation of high standards and driving the entire sector to continuously improve—for shared well-being.

Out of the shell.

Once laid, the eggs are kept in the hatchery for 21 days, including 3 days in the hatching chamber. In this phase as well, the balance between hygiene, temperature, and humidity is essential to ensure proper embryo development.

Technology for better growth.

Fileni’s conventional farms are mainly located in Central Italy, in the regions of Marche, Veneto, Emilia-Romagna, and Puglia.

Chickens are reared on the ground in state-of-the-art facilities equipped with systems to reduce odors and dust, ensuring no disturbance to nearby communities. Many of our company-owned farms are also equipped with photovoltaic panels for electricity generation.

Good, wholesome feed.

Feeding the animals in our conventional supply chain properly is the most important thing we can do for their health—and yours.

We ensure they follow a correct and balanced diet made up of cereals, legumes, minerals, and other nutrients. To achieve this, we work with veterinarians who define the variety and proportions, and we produce the feed directly in our own feed mills to ensure they receive only the very best.

A matter of instinct.

Without the breeding sector, our conventional supply chain could not exist. Here, animals are able to reproduce following their natural instinct. For this reason, we devote the utmost attention to these environments, maintaining constant levels of temperature, humidity, and hygiene at all times.

Subscribe to our newsletter

Stay up to date with the latest news from Fileni.