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Brodo di pollo: il comfort food dell’inverno

Le certezze, a volte, sono poche. Le cose su cui si può davvero contare, ancora meno. Ma il brodo di pollo d’inverno? Quello sì, quello è una certezza. Lo desideri, ne senti la necessità senza nemmeno pensarci troppo. È un comfort food perché sai già che ti consolerà, ti sazierà, ti scalderà nel modo giusto ma è anche un pensiero confortante, una di quelle idee che ti accompagna durante la giornata e ti riscalda solo a immaginarla.

Cosa mangiamo oggi? Fa un freddo…
Brodo di pollo! Risposta immediata, non serve altro. Succede da sempre, in ogni casa, ogni inverno. Una pentola sul fuoco, qualche ora di attesa, e la consapevolezza che, qualunque cosa sia successa durante la giornata, a tavola ci sarà qualcosa capace di farci stare meglio.

Tradizione, nostalgia e calore: tutto in un solo brodo

Il brodo di pollo attraversa le cucine italiane da sempre, con ingredienti e abitudini che cambiano da famiglia a famiglia, ma con un’idea di fondo che resta uguale: qualcosa di caldo, semplice, che scalda e fa stare bene. Non serve spiegarlo, basta nominarlo. Ogni inverno è lì, puntuale come il freddo.

La nostalgia che porta con sé non è mai esagerata. Sono ricordi pratici, non romantici: la pentola che bolle piano, il profumo che invade la casa, quel momento in cui qualcuno ti chiede se hai voglia di brodo e tu dici subito di sì. È una memoria comune, condivisa, che si tramanda facendo più che raccontando.

C’è un proverbio che dice “gallina vecchia fa buon brodo”, e ha due significati. Il primo è letterale: una gallina adulta, con carni più sode e ossa più sostanziose, rilascia più sapore durante una cottura lunga rispetto a un pollo giovane. Il secondo è più ampio: l’esperienza conta, il tempo fa la differenza, ciò che sembra meno attraente può rivelarsi la scelta migliore. Vale per il brodo, ma anche per tutto il resto.

Il brodo scalda e non solo per la temperatura. Negli anni diversi studi hanno cercato di capire perché il brodo caldo venga percepito come benefico nei mesi freddi: il vapore aiuta le vie respiratorie, il calore idrata, la facilità di digestione lo rende adatto anche quando non si ha molto appetito.
Non sono promesse, ma spiegazioni a una consuetudine antica.

Come si fa il brodo di pollo: gli ingredienti e le variazioni

Per fare il brodo di pollo servono pochi ingredienti essenziali: pollo (ali, cosce o carcassa), verdure per brodo (sedano, carota, cipolla o quelle preferite), acqua fredda, sale e aromi (alloro, prezzemolo etc.).
Si mette il pollo in una pentola con acqua fredda, si porta a bollore piano, poi si abbassa la fiamma e si lascia sobbollire per alcune ore. Durante la cottura è necessario raccogliere le impurità che affiorano in superficie come schiuma, usando una schiumarola. Verso la fine si aggiunge il sale e quando il brodo è pronto, si filtra: si può usare subito o lasciare raffreddare per conservarlo.

La scelta dei tagli migliori fa la differenza: quelli più ricchi di ossa e tessuto connettivo come ali, cosce e carcassa sono i più indicati. Le ossa spugnose, come già sapeva Pellegrino Artusi, sono quelle che danno sapore e fragranza al brodo durante la cottura lunga. Alcuni chef preferiscono usare un gallo anziché un pollo: le carni sono più tenaci, ma rilasciano più gusto. È una scelta legata al tempo di cottura e al risultato che si cerca: un brodo più intenso o uno più delicato.

La pelle è un’altra scelta personale. Lasciarla rende il brodo più ricco e rotondo, perché il grasso che rilascia contribuisce alla consistenza e al sapore. Toglierla lo alleggerisce, senza comprometterne il gusto. Dipende da come lo si vuole: più corposo o più leggero.

Esistono modi diversi di fare il brodo, e tutti hanno senso a seconda del momento. C’è chi lo preferisce più ricco, con più carne e ossa, chi lo ottiene più saporito prolungando la cottura, e chi lo sceglie più delicato, con tempi più brevi e ingredienti essenziali. Esiste anche il brodo concentrato, preparato apposta più denso per conservarlo meglio e allungarlo all’occorrenza.

Non si tratta di versioni giuste o sbagliate perché il brodo si adatta a chi lo prepara e a come verrà usato: da solo, con la pastina, come base per un risotto o semplicemente bevuto caldo.

Brodo di pollo saporito: la ricetta dello chef Fileni

Per un brodo di pollo davvero speciale, lo chef Fileni propone questa versione con ingredienti e accorgimenti che donano maggiore profondità e carattere.

Ingredienti:

  • 1 pollo intero
  • 200 g di carote con la buccia
  • 200 g di sedano
  • 200 g di cipolle con la buccia
  • 200 g di funghi champignon
  • 200 g di pomodori rossi
  • 6 litri di acqua
  • 2 chiodi di garofano
  • 1 foglia di alloro
  • Sale grosso e pepe nero in grani q.b.
  • Scorza di Parmigiano e scorza di limone (facoltativo)

Come si fa:

Pulire e mondare le verdure lasciando la buccia per un gusto maggiore. Tagliare a metà cipolle e funghi.
In una padella ben calda, piastrare le cipolle e funghi dal lato del taglio, fino a una leggera doratura.
Poi mettere i funghi, la cipolla infilzata con i due chiodi di garofano, le altre verdure e il pollo in un tegame grande. Aggiungere i 6 litri di acqua, il sale grosso, il pepe in grani, la foglia di alloro e la scorza di Parmigiano (se gradita, darà uno sprint di gusto e sapidità), coprire e portare a bollore con fiamma viva.
Appena bolle, abbassare la fiamma al minimo e lasciar bollire per circa 2 ore.
Una volta pronto, filtrare il brodo e servirlo caldo.

Consigli dello chef:

  • trascorsa un’ora e mezza, togliere il pollo dal brodo per non rischiare di stracuocerlo.
  • per una nota fresca e ulteriore gusto, aggiungere una scorza di limone.
  • questo brodo è da provare con una buona stracciatella o con i passatelli.

Il brodo in tavola: perfetto per la pastina e per esaltare i sapori

La pastina in brodo è il piatto più comune a base di brodo di pollo. Tutti la conoscono: molti l’hanno mangiata da bambini, soprattutto quando avevano il raffreddore, altri la preparano ancora nelle sere fredde quando serve qualcosa di veloce e confortevole.

La preparazione è semplice: la pastina si cuoce direttamente in abbondante brodo di pollo per il suo tempo di cottura e si porta in tavola fumante.
Per chi la preferisce più cremosa, come ultimamente si vede spesso anche sui social, la pastina va risottata, cuocendo nel brodo aggiunto poco alla volta, mescolando fino a ottenere una consistenza più densa, quasi mantecata.
In entrambe le versioni, è d’obbligo una generosa spolverata di formaggio grattugiato.

Il formato di pastina è indifferente: si può scegliere in base alla fantasia o alla nostalgia.
Stelline, ditalini, anellini, farfalline, risoni… quello che fa davvero la differenza è il brodo che deve essere ben saporito, perché è lui a dare carattere al tutto.

In molte regioni italiane il brodo è la base di preparazioni più elaborate. In Emilia-Romagna accompagna i tortellini, in Liguria i natalini lunghi che non vanno mai spezzati, in Piemonte gli agnolotti.

Il brodo si usa anche come base per risotti, per insaporire le verdure in cottura, per allungare sughi che si sono asciugati troppo, per dare corpo a zuppe e minestre. Funziona perché non copre: lascia emergere gli altri sapori.

 

Idee pratiche e tempi di conservazione

Il brodo si prepara quasi sempre in quantità abbondante. Del resto, ci vuole tempo per farlo e per questo ha senso prepararne di più e conservarlo per altre occasioni.
Quello che non si usa subito si può tenere in frigorifero per qualche giorno, ben coperto. Oppure si congela, diviso in porzioni più piccole: contenitori, vasetti, anche stampini per cubetti di ghiaccio se si vuole averne a disposizione in dosi minime. Congelato si conserva a lungo e si tira fuori quando serve, per un risotto, una zuppa, o semplicemente per scaldarlo e mangiarlo con la pastina.

C’è anche chi preferisce ridurlo di più durante la cottura, lasciandolo sul fuoco più a lungo in modo che parte del liquido evapori e il brodo diventi più concentrato e saporito. Un brodo ridotto occupa meno spazio, si conserva meglio e si può allungare con acqua calda al momento dell’uso. È un modo pratico per averlo sempre pronto senza dover ricominciare da capo ogni volta che serve.

Il brodo fatto in casa si adatta ai ritmi della cucina di tutti i giorni: basta prepararlo quando si ha tempo, conservarlo come si preferisce, e usarlo quando torna utile.

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Informazioni comparative:

La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 52% delle vendite a valore del mercato dei cordon bleu. Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato dei cordon bleu panati, che costituiscono il 52% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:
  • AlA [cordon bleu classico (3), cordon bleu speck & formaggio (1)]
  • AMADORI [cordon bleu classico (2), cordon bleu prosciutto di Praga e mozzarella (1), Jambleu
  • FILENI [cordon chef (1)]
  • MARTINI [cordon bleu classico (6)]
  • DEL CAMPO [cordon bleu classico (2)]
 

Origine dei dati:

Commissione Europea. (2012). Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione del 16 maggio 2012 relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 136. Recuperato da https://eur-lex.europa.eu

CREA. Tabelle di composizione degli alimenti, Aggiornamento 2019- Website a cura di L. Marletta e E. Camilli (AlimentiNUTrizione – Tabelle Composizione Alimenti)

CREA – Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione. (2018). Linee guida per una sana alimentazione (Revisione 2018).

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  • AIA [bocconcini di pollo (2), nuggets (2), spinacine party];
  • AMADORI [birbe classiche (2), birbe pops (2), birbe rings, birbe spinaci, birbe speck & emmental];
  • FILENI [nuggets, crocchette (2), pepitos];
  • MARTINI [bastoncini (2), bocconcini (2), crocchette, crocchette con formaggio (3), aquiloni, ricci] ;
  • DEL CAMPO [cricche, bocconcini].
 

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La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 70% delle vendite a valore del mercato delle cotolette con spinaci (Fonte: Nielsen, AT Ottobre 2024; Perimetro: Iper + Super + Libero Servizio). Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato delle cotolette con spinaci, che costituiscono il 70% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:

  • AIA [spinacine le originali (2), spinacine grancroccanti, spinacine mozzarella];
  • AMADORI [ortaiola (3)];
  • FILENI [cotolette con spinaci];
  • MARTINI [cotolette con spinaci (2)];
  • DEL CAMPO [spinacette (2)].
 

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50% di grassi in meno rispetto alla media del mercato cotolette classiche. La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 70% delle vendite a valore del mercato delle cotolette classiche (Fonte: Nielsen, AT Ottobre 2024; Perimetro: Iper + Super + Libero Servizio). Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato delle cotolette classiche, che costituiscono il 70% dello stesso e comprendono i seguenti marchi: 

  • AIA [viennese, milanese, sottilissime (2), bigger, cotolette classiche (2), filetti];
  • AMADORI [cotoletta sottile, gran burger, cotolette classiche (3), cotoletta croccante];
  • FILENI [cotolette classiche, cotosnella, suprema, filetti panati];
  • MARTINI [cotolette classiche (3)];
  • DEL CAMPO [cotolette classiche].

Siamo attenti ai dettagli.

A Cingoli e Castelplanio, nelle Marche, si trovano gli impianti Fileni certificati IFS, UNI EN ISO 9001 e UNI EN ISO 14001, dove avviene la trasformazione dei prodotti.

Strutture e macchinari sono sottoposti a verifiche e attività di sanificazione secondo programmi prestabiliti, finalizzati a garantirne il corretto funzionamento. 

Le lavorazioni della filiera biologica vengono pianificate secondo procedure dedicate e specifiche misure organizzative volte a preservare la separazione delle produzioni e a ridurre il rischio di contaminazione.

Qualità e controlli, lungo tutta la filiera biologica.

I nostri prodotti biologici sono sottoposti a controlli lungo le diverse fasi della filiera. Effettuiamo verifiche anche sui terreni e sulle materie prime, secondo i requisiti previsti dai protocolli e dalla normativa relativa alla produzione biologica.

Crescere nel verde.

I nostri allevamenti biologici sono inseriti in contesti rurali caratterizzati da aree verdi e spazi esterni dedicati agli animali, come previsto dagli standard della filiera biologica.

Le strutture sono dotate di sistemi tecnologici dedicati alla gestione delle attività di allevamento e in molti siti sono presenti impianti fotovoltaici che contribuiscono alla produzione di parte del fabbisogno elettrico delle strutture.

Dal campo alla mangiatoia. 

Grano, mais, soia, favino e pisello proteico sono tra le materie prime utilizzate per la produzione dei mangimi biologici realizzati nel nostro mangimificio di Jesi. Legumi e cereali coltivati secondo il metodo biologico costituiscono la base dell’alimentazione dei polli e dei tacchini della nostra filiera biologica.

Il nostro impegno si estende anche alle pratiche agricole. Per questo partecipiamo, in via sperimentale e come co-fondatori, al progetto ARCA (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente), nato per sviluppare e valutare pratiche di agricoltura rigenerativa orientate alla qualità del suolo e alla resilienza dei terreni agricoli nel tempo. Maggiori informazioni sul progetto, i relativi obiettivi, attività e metodologie adottate sono oggetto di monitoraggio e aggiornamento continuo e sono disponibili sul sito https://www.arca.bio/.

Il primo passo nel mondo Fileni.

Ogni percorso inizia da qui. Negli incubatoi accompagniamo le prime fasi dello sviluppo delle uova, mantenendo condizioni controllate di temperatura e umidità durante tutto il periodo di incubazione e schiusa.

Seguiamo i ritmi della natura.

Ogni percorso inizia dalle sue basi. Per questo, dedichiamo particolare attenzione alle fasi della riproduzione, creando condizioni ambientali controllate, adeguate alle esigenze degli animali. Un’attenzione quotidiana che accompagna ogni fase del percorso fin dalle sue origini.

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Ogni azione virtuosa ritorna. È il principio alla base della nostra visione circolare dell’intera filiera.

È per questo che partecipiamo al progetto ARCA (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente), ideato da Bruno Garbini con Giovanni Fileni ed Enrico Loccioni, che si preoccupa di mettere in atto tecniche di agricoltura rigenerativa che consentono di preservare il terreno coltivato, mantenendone la fertilità e proteggendolo dal dissesto idrogeologico.
Operiamo ogni giorno per costruire filiere di eccellenza, diffondere buone pratiche sulla concimazione organica, la conservazione della biodiversità e per garantire al consumatore un prodotto sano e sostenibile. 

Impianti di trasformazione.

Gli impianti dedicati alla trasformazione dei prodotti avicoli, situati a Cingoli e Castelplanio (nelle Marche) operano secondo sistemi certificati IFS, UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015.

Le attività  sono sottoposte a controlli programmati secondo procedure definite e nel rispetto dei requisiti applicabili. Attrezzature e macchinari subiscono un regolare processo di pulizia e sanificazione per contribuire al corretto funzionamento degli impianti.

Controlli, in ogni fase.

I prodotti della filiera avicola convenzionale non lasciano l’azienda senza aver superato i controlli di qualità, che eseguiamo sistematicamente nelle diverse fasi: dal terreno, al prodotto finito.

Fuori dal guscio.

Una volta deposte, le uova vengono tenute in incubatoio per 21 giorni, di cui 3 in camera di schiusa. Anche in questa fase l’equilibrio tra igiene, temperatura e umidità è fondamentale affinché l’embrione si sviluppi in modo corretto.

I nostri allevamenti.

Gli allevamenti convenzionali Fileni sono dislocati principalmente tra Centro Italia, Marche, Veneto, Emilia-Romagna e Puglia. Qui i polli vengono allevati a terra, in strutture dotate di sistemi tecnologici di gestione ambientale.

Di pappa buona. 

Prestiamo particolare attenzione all’alimentazione degli animali, assicurandoci che seguano una dieta corretta, fatta di cereali, legumi, minerali e altri nutrienti dei quali esperti mangimisti stabiliscono varietà e le proporzioni delle materie prime.

Produciamo i mangimi direttamente nei nostri mangimifici, monitorandone costantemente la qualità.

Nel rispetto della specie.

Alleviamo gli animali secondo protocolli che tengono conto delle esigenze comportamentali della specie, con un’attenzione particolare alle condizioni ambientali, che vengono monitorate costantemente.

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