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Api sentinelle dell’ambiente: il progetto Fileni “Buon miele non mente”

Un progetto che monitora la qualità ambientale del territorio

C’è un modo discreto ma efficace per capire come sta l’ambiente: osservare le api.  Da questa intuizione nasce “Buon miele non mente”, un progetto che monitora biodiversità and qualità ambientale attraverso l’osservazione delle api.

L’obiettivo scientifico è chiaro: valutare la qualità ambientale delle aree agricole, analizzando le api e i prodotti dell’alveare come indicatori biologici.
I dati raccolti con questa attività di biomonitoraggio aiutano a comprendere meglio il rapporto tra attività umane e ambiente e costituiscono una base utile per orientare future azioni di tutela del territorio.

Il progetto, avviato nel 2024 e di durata triennale, coinvolge sei stazioni di monitoraggio presso gli allevamenti di: Cannuccia (Jesi), Montecappone (Jesi), Monteroberto (Jesi), Vaccarile (Ostra), Falconara e Putido di Fabriano, per un totale di 144 alveari (dato aggiornato a ottobre 2026).
Le api, allevate in contesti dove si adotta il metodo di agricoltura biologica e seguite dall’apicoltore esperto Giorgio Poeta, raccolgono ogni giorno minuscoli campioni di ambiente, trasformandosi in strumenti viventi di analisi.

Le api

The api svolgono un ruolo fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi. Con la loro attività di impollinazione permettono la riproduzione di migliaia di specie vegetali e garantiscono la diversità alimentare che sostiene interi sistemi naturali. Circa un terzo delle colture destinate al consumo umano dipende direttamente dal loro lavoro quotidiano, che assicura frutta, verdura, semi e foraggi per gli animali da allevamento.

La loro importanza non si limita alla produzione agricola: le api favoriscono la rigenerazione delle piante spontanee e preservano l’equilibrio tra specie selvatiche e coltivate.
Ogni passaggio da un fiore all’altro sostiene la vita delle piante e il legame costante tra agricoltura e ambiente.

Negli ultimi decenni, tuttavia, la loro sopravvivenza è minacciata da fattori come i cambiamenti climatici, l’uso improprio di pesticidi e la riduzione degli habitat naturali. Per questo motivo diventa essenziale tutelarle e studiare in modo più approfondito la loro relazione con il territorio.

In quest’ottica, Buon miele non mente utilizza le api anche come strumento di osservazione scientifica. Secondo la ricerca di Celli (1992), un bioindicatore è un organismo che reagisce in modo misurabile ai cambiamenti dell’ambiente in cui vive, principio che nel caso delle api trova un’applicazione concreta negli alveari.

Nel polline raccolto dalle api e nel miele da loro prodotto restano tracce delle sostanze presenti nell’ambiente fino a eventuali residui indesiderati. Ogni alveare esplora un’area di circa 7 chilometri quadrati, visitando quotidianamente prati, siepi e colture, arrivando a compiere fino a 10 milioni di microprelievi al giorno.
Un insieme di informazioni utili per studiare le condizioni ambientali nelle aree monitorate.

Le api come sentinelle dell’ambiente

Nel progetto, le api vengono utilizzate come sentinelle dell’ambiente, capaci di fornire una fotografia concreta e aggiornata della qualità ecologica delle aree circostanti.

Attraverso l’analisi di miele, polline e campioni delle stesse api, è possibile ricavare informazioni sulla biodiversità vegetale presente nell’area monitorata e verificare l’eventuale presenza di sostanze chimiche o metalli indesiderati. Un approccio che permette di osservare la natura attraverso la natura stessa, unendo rigore scientifico e osservazione biologica.

Questo metodo consente di raccogliere dati utili per analizzare le interazioni tra agricoltura, allevamenti e ambiente nelle aree monitorate.

Dal polline ai dati: le fasi del monitoraggio

Ogni stazione di biomonitoraggio ospita 24 alveari di pari forza, sottoposti a controlli regolari sullo stato di salute delle colonie. Le visite comprendono la valutazione dell’attività delle bottinatrici (le api che raccolgono nettare e polline), il controllo dei telaini di covata (le strutture dell’alveare dove si sviluppano le larve), la verifica della presenza di miele e polline, di eventuali celle reali e di possibili patologie, insieme al monitoraggio degli interventi preventivi.

I campionamenti vengono effettuati secondo procedure operative definite con il supporto tecnico dell’esperto apicoltore Giorgio Poeta. Per il miele, vengono prelevati circa 250 grammi per arnia, analizzati successivamente per determinarne l’origine botanica e verificare la presenza di residui. Per il polline, i raccoglitori vengono installati ogni dieci giorni per cinque giorni consecutivi, ottenendo campioni di circa 120 grammi per stazione ogni 15 giorni. Le api sono controllate con frequenza settimanale, sia per gli aspetti sanitari sia per il conteggio delle api morte. In caso di superamento della soglia critica di mortalità, fissata in 2.400 api per settimana e per stazione, vengono effettuati prelievi di campioni successivamente conservati e inviati ai laboratori per individuare l’eventuale principio attivo responsabile della loro morte e analizzare i pollini presenti sul corpo delle api, così da identificare le colture potenzialmente interessate.

Le analisi di laboratorio: i primi risultati

Le analisi condotte sui campioni raccolti comprendono esami melissopalinologici, per determinare la provenienza botanica del miele, ed esami palinologici, per censire la varietà di pollini e ricavare informazioni sulla biodiversità vegetale presente nelle aree monitorate.
The analisi multiresiduali, svolte su 204 principi attivi nel miele e 611 nel polline, non hanno rilevato nei campioni esaminati residui chimici di sintesi in concentrazioni superiori ai limiti di rilevabilità dei metodi utilizzati.
L’analisi delle ceneri ha permesso di valutare la concentrazione di metalli pesanti – cadmio, cromo, nichel e piombo – con risultati rientranti nel range di quelli riportati in letteratura per aree agricole non industrializzate:
Cadmio 0,025–0,08 mg/kg, Cromo 0,13–0,23 mg/kg, Nichel 0,072–0,21 mg/kg, Piombo 0,3–0,75 mg/kg.

Le analisi palinologiche hanno evidenziato una biodiversità ampia e bilanciata, tipica delle aree agrarie multifunzionali. Sulla base dei dati raccolti finora e limitatamente ai parametri monitorati, non sono emersi elementi che indichino effetti negativi attribuibili agli allevamenti nelle aree osservate.

Dal 2024 il progetto si è inoltre arricchito, per quanto riguarda l’apiario di Cannuccia, dell’integrazione tecnologica di 3Bee: sensori Spectrum per il monitoraggio bioacustico, dispositivi Hive-Tech per la rilevazione di peso, temperatura e umidità dell’alveare e il sistema satellitare Flora, sviluppato con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Tutti i dati confluiscono nella piattaforma digitale Element-E, dove vengono analizzati per seguire l’andamento dei parametri monitorati.
I dati raccolti dai sensori 3Bee nel 2024 hanno mostrato andamenti regolari di temperatura, umidità e peso degli alveari, senza variazioni anomale nei parametri monitorati.

Cosa hanno rivelato le api finora

Le analisi condotte nei siti oggetto di monitoraggio restituiscono informazioni sulla biodiversità vegetale rilevata e sui parametri ambientali monitorati.

La biodiversità vegetale rilevata è ampia e diversificata, con una prevalenza di trifoglio, erba medica, girasole and rovo. Oltre alla varietà delle specie, è stata valutata anche la biodiversità qualitativa: a Vaccarile e Cannuccia è emersa una prevalenza di pollini provenienti da colture agricole, mentre a Fabriano si osserva un equilibrio più marcato tra specie coltivate e spontanee.
La produzione media di miele per arnia si attesta intorno ai 10 chilogrammi, un valore influenzato dalle condizioni meteorologiche della stagione, in particolare dalle piogge abbondanti e dalle temperature inferiori alla media fino a giugno.

The analisi multiresiduali effettuate sui campioni di miele e polline raccolti non hanno rilevato residui chimici di sintesi in concentrazioni superiori ai limiti di rilevabilità dei metodi utilizzati. Nei campioni analizzati, i livelli di metalli pesanti (cadmio, cromo, nichel e piombo) risultano inferiori ai valori riportati in letteratura per aree agricole non industrializzate.

Nel complesso, le analisi dei campioni raccolti finora hanno evidenziato una biodiversità vegetale ampia e diversificata nei siti monitorati. Nei campioni esaminati non sono emerse criticità per i parametri analizzati. I dati costituiscono una base utile per continuare a monitorare nel tempo le interazioni tra attività agricole, allevamenti ed ecosistemi locali.

Una sinergia che crea valore

I risultati ottenuti orientano la pianificazione di nuovi interventi finalizzati alla tutela della biodiversità e al miglioramento della qualità ecologica delle aree interessate.
Dal 2025 sono state avviate nuove azioni agronomiche con l’obiettivo di favorire la diversità vegetale e la presenza di insetti impollinatori: inerbimento con piante nettarifere riseminanti (colza, sulla, trifoglio, phacelia), trinciatura post-fioritura e creazione di bordi a maggese.

Le api dialogano con il territorio, la tecnologia interpreta i loro segnali e le informazioni raccolte aiutano a studiare il rapporto tra agricoltura e ambiente.
Il progetto Buon miele non mente unisce così monitoraggio ambientale, ricerca scientifica e iniziative per la tutela della biodiversità.

 

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Comparative information:

La media dei grassi è calcolata sulla somma dei prodotti che rappresentano il 52% delle vendite a valore del mercato dei cordon bleu. Il valore di riferimento della media del mercato è stato ottenuto considerando tutti i prodotti appartenenti al mercato dei cordon bleu panati, che costituiscono il 52% dello stesso e comprendono i seguenti marchi:
  • AlA [cordon bleu classico (3), cordon bleu speck & formaggio (1)]
  • AMADORI [cordon bleu classico (2), cordon bleu prosciutto di Praga e mozzarella (1), Jambleu
  • FILENI [cordon chef (1)]
  • MARTINI [cordon bleu classico (6)]
  • DEL CAMPO [cordon bleu classico (2)]
 

Origine dei dati:

Commissione Europea. (2012). Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione del 16 maggio 2012 relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 136. Recuperato da https://eur-lex.europa.eu

CREA. Tabelle di composizione degli alimenti, Aggiornamento 2019- Website a cura di L. Marletta e E. Camilli (AlimentiNUTrizione – Tabelle Composizione Alimenti)

CREA – Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione. (2018). Linee guida per una sana alimentazione (Revisione 2018).

Comparative information:

The average fat content is calculated based on the sum of products representing 70% of the market value sales of breaded snack products (Source: Nielsen, AT October 2024; Scope: Hypermarkets + Supermarkets + Self-service stores). The reference value for the market average was obtained by considering all products belonging to the breaded snacks market, which account for 70% of the total and include the following brands:

  • AIA [chicken bites (2), nuggets (2), spinach patties “Spinacine Party”];
  • AMADORI [classic Birbe (2), Birbe Pops (2), Birbe Rings, Birbe Spinach, Birbe Speck & Emmental];
  • FILENI [nuggets, croquettes (2), Pepitos];
  • MARTINI [sticks (2), bites (2), croquettes, cheese croquettes (3), “Aquiloni”, “Ricci”];
  • DEL CAMPO [“Cricche”, bites].
 

Comparative information:

The average fat content is calculated based on the sum of products representing 70% of the market value sales of spinach cutlets (Source: Nielsen, AT October 2024; Scope: Hypermarkets + Supermarkets + Self-service stores). The reference value for the market average was obtained by considering all products belonging to the spinach cutlets market, which account for 70% of the total and include the following brands:

  • AIA [original Spinacine (2), extra-crispy Spinacine, Spinacine mozzarella];
  • AMADORI [Ortaiola (3)];
  • FILENI [spinach cutlets];
  • MARTINI [spinach cutlets (2)];
  • DEL CAMPO [Spinacette (2)].
 

Comparative information:

50% less fat compared to the average of the classic breaded cutlets market. The average fat content is calculated based on the sum of products representing 70% of the market value sales of classic breaded cutlets (Source: Nielsen, AT October 2024; Scope: Hypermarkets + Supermarkets + Self-service stores). The reference value for the market average was obtained by considering all products belonging to the classic breaded cutlets market, which account for 70% of the total and include the following brands: 

  • AIA [Viennese, Milanese, extra-thin (2), Bigger, classic cutlets (2), fillets];
  • AMADORI [thin cutlet, Gran Burger, classic cutlets (3), crispy cutlet];
  • FILENI [classic cutlets, Cotosnella, Suprema, breaded fillets];
  • MARTINI [classic cutlets (3)];
  • DEL CAMPO [classic cutlets].

We pay attention to detail.

Fileni’s facilities, located in Cingoli and Castelplanio, in the Marche region, are certified to IFS, UNI EN ISO 9001, and UNI EN ISO 14001 standards and are dedicated to product processing.

Facilities and machinery undergo inspections and sanitization procedures according to predefined schedules, aimed at ensuring their proper functioning.

Organic supply chain processing operations are planned according to dedicated procedures and specific organizational measures designed to maintain the separation of production processes and reduce the risk of contamination.

Quality and controls throughout the entire organic supply chain.

Our organic products undergo checks at various stages of the supply chain. We also carry out inspections of the land and raw materials, in accordance with the requirements established by organic production protocols and regulations.

Growing in the green.

Our organic farms are located in rural settings characterized by green areas and outdoor spaces dedicated to the animals, as required by organic farming standards.

The facilities are equipped with technological systems designed to manage farming operations, and many sites have photovoltaic systems that help generate part of the electricity needed to operate the facilities.

From field to feeder.

Wheat, corn, soybeans, field beans, and protein peas are among the raw materials used to produce organic feed at our feed mill in Jesi. Legumes and cereals grown according to organic farming methods form the basis of the diet of chickens and turkeys in our organic supply chain.

Our commitment also extends to agricultural practices. For this reason, we are participating, on an experimental basis and as co-founders, in the ARCA project (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente – Agriculture for the Controlled Regeneration of the Environment), established to develop and evaluate regenerative farming practices aimed at improving soil quality and the long-term resilience of agricultural land. Further information about the project, its objectives, activities, and adopted methodologies is subject to ongoing monitoring and updates and is available on the website https://www.arca.bio/.

The first step into the Fileni world.

Every journey begins here. In our hatcheries, we oversee the early stages of egg development, maintaining controlled temperature and humidity conditions throughout the incubation and hatching process.

We follow the rhythms of nature.

Every journey starts with a solid foundation. That is why we pay particular attention to the reproduction stages, creating controlled environmental conditions suited to the animals’ needs. Daily care and attention throughout every stage of the journey, right from the very beginning.

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Processing facilities.

The facilities dedicated to poultry product processing, located in Cingoli and Castelplanio (in the Marche region) operate according to systems certified to IFS, UNI EN ISO 9001:2015, and UNI EN ISO 14001:2015 standards.

Operations are subject to scheduled inspections carried out according to established procedures and in compliance with applicable requirements. Equipment and machinery undergo a regular cleaning and sanitization to help ensure the proper functioning of the facilities.

Checks at every stage.

Products from our conventional poultry supply chain do not leave the company without passing quality checks, which we systematically carry out at every stage: from the land to the finished product.

Out of the shell.

Once laid, the eggs are kept in an incubator for 21 days, including 3 days in the hatching chamber. During this phase, maintaining the right balance between hygiene, temperature, and humidity is essential to ensure proper embryo development.

Our farms.

Fileni’s conventional poultry farms are mainly located in Central Italy, particularly in the Marche, Veneto, Emilia-Romagna, and Puglia regions. Here, chickens are raised on the floor in facilities equipped with technological systems for environmental management.

Good, wholesome feed.

We pay particular attention to animal nutrition, ensuring that they follow a balanced diet consisting of cereals, legumes, minerals, and other nutrients. Expert animal nutritionists determine the types and proportions of the raw materials used.

We produce animal feed directly in our own feed mills, constantly monitoring its quality.

Respecting the species.

We raise animals according to protocols that take into account the behavioural needs of each species, paying particular attention to environmental conditions, which are constantly monitored.

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