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10 December 2007

Un natale divino

Il corretto abbinamento di vini e portate

Fileni
Un natale divino

Natale è un'occasione più unica che rara di sfoggiare le proprie abilità culinarie. Ma quanti si sentono ugualmente "preparati" sul versante enologico? Per non rischiare di essere rimandati al pranzo del prossimo anno, ci è sembrata un'ottima idea fornire una piccola mappa dei vini giusti da servire per ogni portata. Potete andare in enoteca da sommelier professionisti; recuperare le bottiglie che avete già in casa, regalate o tenute in serbo per le grandi occasioni, magari dimenticate in cantina. La cosa importante è: occhio al giusto abbinamento. Si esalteranno tutte quelle prelibetazze alla cui ricerca, su internet e libri, ed elaborazione, si sarà dedicato gran parte del periodo prenatalizio.

Per introdurre il pranzo o la cena con un pizzico di brio, servite un prosecco o un classico spumante italiano. "Bollicine su Trento" consente di sviscerare l'argomento: sarà possibile scoprire la raffinatezza e l'eleganza del Trento Doc metodo classico attraverso degustazioni guidate, approfondimenti e laboratori enogastronomici. Un'occasione unica per brindare all'affascinante storia delle bollicine trentine (Palazzo Roccabruna, fino al 6 gennaio 2008). Il consiglio poi è di servire con gli antipasti scegliendo fra una vasta scelta di vini bianchi leggeri o un rosè. Va benissimo anche il rosso (Pinot Nero, Grignolino), per chi non volesse rinunciarvi .

Dal Nord al Sud, sia che si tratti di tortellini, lasagne, tagliatelle o risotti, un buon rosso corposo o aromatico (Chianti, Barbera) va sempre bene. Per gli amanti del bianco anche con primi saporiti, si può passare da un Muller Thurgau a un Greco di Tufo. Cosa fondamentale da considerare: i condimenti. A sughi non molto grassi si abbinano bianchi di buona forza acida, non aromatici (Fiano di Avellino, Vermentino). Con sughi più ricchi, si deve puntare a rossi non troppo tannici, senza legno e soprattutto giovani (Torgiano Rosso, Chianti). Infine non dimenticate che qualche bollicina si lega decisamente bene a gran parte dei primi. Tono su tono, non ci si può sbagliare: con le carni bianche, vino bianco; con quelle rosse, vini rossi. Anatra e cacciagione in generale richiedono l'apertura quasi obbligata dei migliori rossi  (Rosso di Montalcino)

"Dulcis in fundo", sì soprattutto se vince l'abitudine, molto diffusa, di stappare bottiglie di champagne o spumante al momento del dolce. Invece ricordate sempre che a fine pasto si bevono solo vini dolci con tutte le differenze del caso (dal Passito di Pantelleria al Vin Santo, dal Moscato al Brachetto). E alla fine, ma solo alla fine, un bel cin cin con tante bollicine!


 

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