15 January 2009

Profumo di polenta

Tutti i segreti di questo tradizionale piatto

Fileni
Profumo di polenta

Gennaio e febbraio, i mesi più freddi dell’anno, sono il periodo ideale per gustare la polenta. Solo nelle zone alpine esistono all’incirca un centinaio di ricette, a dimostrazione della grande versatilità di questo piatto. Scopriamo insieme tutte le sue caratteristiche e curiosità.

Le origini
La polenta (dal latino puls o pulmentum, ovvero poltiglia d’acqua e farina) è un’antichissima pietanza composta da un impasto di acqua, farina e sale. Anche se la sua origine viene fatta risalire all’importazione del mais da parte di Cristoforo Colombo, in realtà gli abitanti dell’antica Italia la preparavano già con farro, orzo, frumento o miglio. La scoperta dell’America e l’introduzione del granoturco in Europa ha semplicemente consentito di aumentare le coltivazioni di cereali e quindi allargarne il consumo.

Quali sono i motivi di tanto successo?
Le caratteristiche alla base del suo successo sono molteplici. Proviamo ad elencarne alcune:

– La combinazione di ingredienti ‘poveri’ lo rende un piatto facilmente preparabile e alla portata di tutti;
– E’ una ricetta che si presta a tantissime ‘rivisitazioni’ ed ‘accompagnamenti’: dalla carne al pesce, dai formaggi ai legumi;
– Consumare la polenta rimane ancora oggi un vero e proprio rito tradizionale, da celebrare in compagnia di amici e parenti.
– Ottima anche da gustare fredda, è lo spuntino ideale del ‘giorno dopo’.

Preparazione e varianti regionali
Gli elementi base per una polenta eccezionale sono: la bravura del cuoco, la pentola (il cosiddetto paiolo in rame) e una farina di prima qualità. La scelta di quest’ultima è determinante: la ricetta classica prevede quella di mais (gialla, bianca o nera), ma può essere usata anche quella di farro o di orzo. Ogni regione ha una sua ricetta precisa: ad esempio, in quella valdostana (e più in generale in quelle del nord) la base viene ricoperta di formaggio a cubetti e passata al forno. La trentina si gusta invece con il coniglio mentre la marchigiana e l’abruzzese con ragù, fagioli, salsicce o tartufo. Nella versione siciliana la farina è arricchita da broccoletti verdi saltati con aglio e pancetta.


 

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