18 October 2005

Birra: ottima con la carne, perfetta per la salute

La nuova tendenza dalla Mitteleuropa: cucinare con la birra

Fileni
Birra: ottima con la carne, perfetta per la salute

Nel periodo tradizionale dell’Oktoberfest come non parlare della festeggiata? La birra! Nella nostra cucina è ancora poco utilizzata, ma le sue proprietà sono molto importanti per la salute e il suo accompagnamento alle carni bianche è ottimo. L’uso della birra come condimento è una consuetudine di derivazione nordeuropea, ma si sta sempre più estendendo anche alla cucina mediterranea. In particolare sono ottime le carni (pollo, coniglio, tacchino…) cucinate con la birra. Si va dal coniglio alla birra, alle cosciette di pollo alla birra, al tacchino alla birra con patate e funghi… L’importante è scegliere gli accostamenti giusti: birra chiara e leggera con le portate più delicate e birra scura e corposa, di gradazione più forte, per i piatti più elaborati. Le preparazioni più comuni consistono nel far rosolare la carne nella birra o viceversa nell’aggiungere la birra verso fine cottura quando la carne è già ben dorata. Tra le verdure la birra si sposa bene con le patate, i legumi, i finocchi, i cavoli. Può essere utilizzata anche nelle salse, per renderle più vellutate e meno secche che se usassimo il vino.

Le origini della birra non sono certe, potrebbe derivare dalla Mesopotamia, o dall’Egitto, o dalle isole Orcadi, o da Malta… L’ipotesi più accreditata è che la tecnica della fermentazione sia stata scoperta casualmente, maneggiando cereali, in diverse aree della terra più o meno nello stesso arco temporale, ovvero circa 4500 anni prima della nascita di Cristo. Ciò che fa la differnza sono i modi dissimili in cui la bevanda è stata poi rielaborata. Molteplici sono infatti le tipologie di birra, anche se gli ingredienti fondamentali sono sempre gli stessi: il malto (generalmente d’orzo, ma può essere anche di altri cereali), che costituisce la materia fermentabile; il luppolo, che rappresenta il condimento; il lievito, che è l’elemento che rende possibile la fermentazione; infine l’acqua. Le differenze tra le birre dipendono da svariati fattori: la qualità dei malti, dei lieviti e dei luppoli utilizzati, la durezza dell’acqua, il tipo di cereale utilizzato ed il metodo di maltazione. Le Lager, a bassa fermentazione, derivano da malti “delicati”, le Ale da malti inglesi leggermente “affumicati” e le Stout da malti “bruciati” che assumono quindi il tipico colore nero. Le più adatte da accostare alle carni bianche sono le Lager, proprio perchè più leggere.

Contrariamente al pregiudizio che considera la birra una delle cause principali del gonfiore della pancia, essa contiene in realtà le stesse calorie di un succo di carote. 100 gr. di birra “standard” contengono soltanto 34 calorie, pari ad un succo d’arancia o ad un succo di carote (entrambi 35 calorie). Inoltre su 100 grammi, nelle birre light, le calorie si abbassano a 28. Solo per le birre più robuste si arriva a 60 calorie per 100 grammi. A titolo di paragone si può tener conto che un litro di birra contiene circa 350-400 calorie, contro le 700-800 calorie di un litro di vino di 12-13° di gradazione alcolica.

La birra produce anche un effetto benefico sul metabolismo degli zuccheri, sulla coagulazione del sangue e sulla regolazione della pressione arteriosa. In più un consumo moderato di birra difende dalle ulcere allo stomaco e delle patologie legate all’ipertensione, oltre ad avere un effetto favorevole alla digestione. La birra è anche un’efficace antiossidante: attraverso i polifenoli in essa contenuti agisce contro alcune sostanze tossiche come i radicali liberi, prevenendo l’invecchiamento della pelle. Certamente però occorre consumarla con moderazione, come tutti gli alcolici, e preferibilmente durante i pasti.


 

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